Sanità in Campania. Ufficiale la chiusura del punto nascita di Sapri: stop ai parti dal 16 novembre

L'ASL Salerno dispone la dismissione del reparto all'ospedale "dell'Immacolata" in ottemperanza alla sentenza del Tar. Resta una guardia attiva h24 solo per le emergenze. Insorgono i sindaci del territorio.

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Ufficiale la chiusura del punto nascita di Sapri: stop ai parti dal 16 novembre

SAPRI — Il countdown è ufficialmente iniziato. Il punto nascita dell’ospedale “dell’Immacolata” di Sapri chiuderà definitivamente i battenti il prossimo 16 novembre. A stabilirlo è una disposizione della Direzione Generale dell’ASL Salerno firmata lo scorso 20 ottobre, che dà esecuzione alla recente sentenza del Tar e alle linee guida della Regione Campania.
Il provvedimento per il progressivo smantellamento delle attività di Ostetricia è stato formalmente notificato dal direttore sanitario del presidio, Vincenzo De Paola, al sindaco di Sapri e al Comitato dei Sindaci del Distretto 71. Il cronoprogramma è già tracciato: da qui a metà novembre si procederà alle dimissioni graduali delle puerpere e al completamento dell’assistenza per le ultime gravide ancora ricoverate. Dopodiché, calerà il sipario sui parti nel Golfo di Policastro.

Il piano di emergenza e i nuovi percorsi per le mamme

Per garantire la sicurezza delle partorienti in un territorio geograficamente complesso, la disposizione prevede l’attivazione immediata di un protocollo di screening. Le future mamme saranno valutate fin dall’inizio della gestazione in base al livello di rischio e indirizzate al punto nascita di secondo livello dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania.
A Sapri non ci si potrà più ricoverare per dare alla luce un bambino, ma il presidio non sarà totalmente sguarnito. Resterà attiva una guardia medica h24 composta da un ginecologo e un’ostetrica, ma sarà riservata esclusivamente alle emergenze non differibili. In caso di codice rosso scatterà lo STAM (Servizio di Trasporto Assistito Materno) per il trasferimento d’urgenza in ambulanza verso Vallo della Lucania o verso i centri dotati di terapia intensiva neonatale.

Quali servizi restano attivi in ospedale

L’ASL ha tenuto a precisare che la chiusura del punto nascita non coincide con lo smantellamento totale dei servizi ginecologici. Presso l’ospedale di Sapri rimarranno infatti operativi:
  • Gli ambulatori specialistici e il monitoraggio delle gravidanze oltre il termine;
  • La diagnostica prenatale, le ecografie e l’amniocentesi;
  • Gli interventi di piccola chirurgia ostetrica;
  • L’intera attività diagnostica e chirurgica della divisione di Ginecologia.

La protesta del territorio

La decisione ha riacceso immediatamente il clima di tensione nel comprensorio. I sindaci del Distretto 71 e i comitati civici sono pronti a dare battaglia, esprimendo forte preoccupazione per i tempi di percorrenza stradale necessari a raggiungere Vallo della Lucania, soprattutto in un’area segnata da storiche carenze infrastrutturali. La promessa delle istituzioni locali è quella di non arrendersi e di mettere in campo nuove forme di mobilitazione per difendere il diritto alla salute dei cittadini del basso Cilento.

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