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Agropoli. Svolta nel giallo di Trentova: il killer di Walter Avallone ha un volto

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Svolta nel giallo di Trentova: il killer di Walter Avallone ha un volto

AGROPOLI. Potrebbe essere ormai questione di ore per la cattura dell’assassino di Walter Avallone, il vigilante 55enne originario di Eboli trovato senza vita lo scorso 13 ottobre all’interno della sua automobile nella baia di Trentova, ad Agropoli. Le indagini sulla sua morte, che in un primo momento avevano lasciato aperta la pista del gesto volontario, hanno subito una drammatica e decisiva accelerazione nelle ultime ore. Gli inquirenti hanno ora in mano elementi stringenti: il killer è stato ripreso e il suo volto è in via di identificazione.
La svolta nelle immagini di videosorveglianza
A dare una sterzata impressiva all’attività investigativa è stata la recente acquisizione di nuovi filmati estratti da telecamere di sicurezza della zona. I fotogrammi avrebbero permesso ai carabinieri di isolare e definire in maniera nitida i tratti somatici del presunto responsabile. I militari della Compagnia di Agropoli, sotto la guida del comandante Carlo Guido Decugis, stanno lavorando senza sosta per associare un nome a quel volto. Al setaccio anche i tabulati telefonici e le celle agganciate dal cellulare della vittima nelle sue ultime ore di vita.
La ricostruzione del delitto
L’ipotesi iniziale del suicidio è stata definitivamente accantonata dopo i primi rilievi medico-legali e balistici. Avallone è stato ucciso da un colpo di pistola calibro 7,65 che lo ha raggiunto alla gola. Chi ha sparato si trovava all’interno della stessa vettura della vittima, una Ford B-Max bianca. Un dettaglio inquietante emerge inoltre dai rilievi: subito dopo lo sparo, l’assassino avrebbe aperto il bagagliaio dell’auto per sottrarre due borsoni, il cui contenuto resta al momento ignoto, prima di dileguarsi nel buio.
Caccia ai complici e percorso di fuga
L’attenzione degli investigatori è adesso concentrata sulla ricostruzione millimetrica del percorso effettuato dal killer per allontanarsi dalla località marina. Il forte sospetto di chi indaga è che l’uomo non abbia agito da solo: si scava nella rete di contatti del vigilante per individuare la presenza di eventuali complici, soggetti che potrebbero aver supportato l’assassino nella logistica dell’agguato o nell’assicurargli una via di fuga sicura dopo il delitto.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, si trovano in una fase cruciale e di massimo riserbo. Il cerchio attorno al fuggitivo si sta stringendo e la svolta definitiva potrebbe arrivare già a stretto giro.

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