Punti nascita a rischio, ANCI Campania lancia l’appello: “Incontro subito tra i sindaci e Fico”
NAPOLI – Una richiesta forte di ascolto e una proposta concreta per evitare lo smantellamento di presidi sanitari vitali. Il presidente di ANCI Campania, Francesco Morra, interviene con decisione sulla delicata questione dei punti nascita della regione, sposando la linea della concertazione istituzionale e accogliendo l’allarme lanciato dai territori.
Al centro della discussione ci sono le strutture di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese, i cui sindaci hanno espresso profonda preoccupazione per il futuro dei reparti di ostetricia e ginecologia. “Le loro preoccupazioni meritano ascolto e attenzione”, ha dichiarato Morra. “Rappresentano la voce di comunità per le quali la distanza dagli ospedali e le difficoltà nei collegamenti incidono concretamente sull’accesso alle cure”.
La proposta: un incontro con Fico e un tavolo tecnico
Per sbloccare lo stallo e scongiurare decisioni unilaterali, il vertice di ANCI Campania auspica un incontro diretto tra i primi cittadini interessati e il presidente Roberto Fico. L’obiettivo è chiaro: individuare una soluzione condivisa in grado di bilanciare i rigidi standard di sicurezza medica per madri e neonati con il diritto alla salute delle aree interne e disagiate.
La strada tracciata da ANCI Campania passa per l’istituzione immediata di un tavolo tecnico strategico. Al tavolo dovrebbero sedere:
- La Regione Campania
- Le Aziende Sanitarie Locali (Asl) competenti
- I responsabili del servizio 118
Questo comitato avrà il compito di analizzare sul campo le reali condizioni dell’assistenza, valutando scientificamente i tempi di percorrenza stradale e l’efficacia dei trasporti d’emergenza in territori morfologicamente complessi.
ANCI come ponte istituzionale
“ANCI Campania è pronta a favorire questo dialogo”, ha concluso Morra, ribadendo che l’associazione si muoverà con spirito di collaborazione istituzionale, ma con il fermo obiettivo di tutelare l’interesse e la sicurezza delle comunità locali. La palla passa ora alla Regione e ai vertici della sanità campana, chiamati a rispondere a un appello che unisce il diritto alla nascita con la sicurezza dei cittadini.