Arte, Natura e Memoria: a Casaletto Spartano arrivano le mostre fotografiche di Pio Peruzzini
CASALETTO SPARTANO (SA) – Dal prossimo 11 agosto, il patrimonio naturalistico e culturale di Casaletto Spartano si trasformerà in uno straordinario palcoscenico per l’arte visiva. Il Comune, in collaborazione con la Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A., presenta due mostre fotografiche del noto fotografo Pio Peruzzini. L’evento espositivo, che si svilupperà dall’11 agosto all’11 settembre 2026, si snoderà attraverso due dei luoghi più suggestivi del territorio.
L’inaugurazione ufficiale si terrà martedì 11 agosto alle ore 18:00 presso la splendida cornice dell’Oasi Capelli di Venere. Questo sito naturalistico farà da punto di partenza per un vero e proprio viaggio espositivo. Il percorso collegherà idealmente e fisicamente il Mulino Capello e il Museo M.A.C.IN.A.
Un percorso tra due anime: “Fotocromatismi” e “Lungo i Muri”
Il progetto di Pio Peruzzini si articola in due percorsi tematici distinti, ma profondamente interconnessi dal linguaggio della fotografia sociale e antropologica:
- “Fotocromatismi” (Mulino Capello): Una profonda riflessione visiva sulla resilienza della natura. Attraverso l’uso sapiente di acqua, luce e riflessi cromatici, l’obiettivo di Peruzzini cattura la capacità dell’ambiente di rigenerarsi, adattarsi e trovare nuovi equilibri anche nei contesti più fragili.
- “Lungo i Muri” (Museo M.A.C.IN.A.): Un’indagine potente e di forte impegno civile che esplora il concetto di confine. Crepe, superfici e stratificazioni diventano i segni tangibili delle marginalità sociali contemporanee. Questa sezione racchiude una dedica speciale e toccante alle ventisei donne migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo centrale, sepolte a Salerno nel novembre 2017.
Cinquant’anni di fotografia umanistica
Pio Peruzzini, attivo dal 1976, è una delle voci più autorevoli del reportage antropologico italiano. La sua lunga carriera è da sempre focalizzata sul racconto del Mezzogiorno, analizzando con sensibilità i temi del lavoro, della religiosità popolare, delle identità e dei mutamenti del paesaggio. Questa doppia mostra rappresenta un’occasione unica per cittadini e turisti di immergersi in una narrazione visiva di straordinaria intensità umana.