Sanità Campania, è fuga dal servizio pubblico: persi oltre 150 medici in dieci anni. I sindacati a Fico: “Intervenire subito”
NAPOLI – La sanità pubblica in Campania continua a perdere i suoi pezzi più pregiati. Quello che fino a poco tempo fa sembrava un trend preoccupante si è ormai trasformato in una vera e propria emorragia di camici bianchi, incapaci di tollerare turni massacranti, stipendi non competitivi e prospettive di carriera bloccate. La fotografia scattata dagli ultimi dati regionali non lascia spazio a interpretazioni: il sistema fatica drammaticamente a trattenere i propri professionisti.
I numeri della crisi: l’esodo in cifre
Nel corso dell’ultimo anno si è registrato un dato emblematico: a fronte di 728 nuove assunzioni a tempo indeterminato, ben 246 medici hanno rassegnato le dimissioni volontarie. In altre parole, quasi un terzo del personale che entra nel sistema decide poi di abbandonarlo anticipatamente, spesso per rifugiarsi nel settore privato, in altre regioni o all’estero.
L’erosione degli organici è ancora più evidente se si guarda al lungo periodo. Nell’arco di un decennio, i medici in servizio nella sanità pubblica campana sono passati dai 9.306 del 2015 ai 9.152 del 2024. Una flessione costante che si traduce quotidianamente in reparti sguarniti e liste d’attesa sempre più lunghe per i cittadini.
Emergenza 118 e Pronto Soccorso: codice rosso per il futuro
Se la situazione generale è critica, il settore dell’emergenza-urgenza è già in codice rosso. Secondo le stime del sindacato Aaroi-Emac, nei prossimi tre anni alla Campania potrebbero mancare oltre mille medici. Il servizio del 118 è l’anello più debole della catena: il deficit di personale ha già superato quota 200 unità, lasciando ambulanze e presidi territoriali in una condizione di cronica sofferenza. Un dramma che non risparmia nessuna provincia, investendo l’intera rete regionale da Napoli a Salerno.
L’appello dei sindacati al Governatore Fico
Di fronte a questo scenario, i sindacati della dirigenza medica sono pronti a dare battaglia. Anaao Assomed ha inviato una dura lettera aperta al Governatore della Regione Campania, Roberto Fico, chiedendo un’inversione di rotta immediata e strutturale.
La ricetta del sindacato per fermare la fuga tocca i nodi cruciali del sistema: un adeguamento degli stipendi, la revisione dei turni di lavoro e dei carichi assistenziali, e la valorizzazione delle carriere. Non si tratta solo di assumere, spiegano le sigle di categoria, ma di rendere gli ospedali campani nuovamente attrattivi e sicuri. Tra le richieste prioritarie avanzate alla giunta regionale figurano la stabilizzazione del personale precario, il decongestionamento dei pronto soccorso ormai al collasso e una radicale riorganizzazione che permetta una reale integrazione tra la rete ospedaliera e la medicina del territorio. Il tempo stringe e, senza interventi immediati, il diritto alla salute in Campania rischia di diventare un privilegio per pochi.