Salerno paralizzata dal blocco dei TIR: scendono in campo anche gli agricoltori, scatta il piano d’emergenza della Prefettura
SALERNO – Non si ferma la protesta dei tir nel Mezzogiorno. Se la Sicilia respira e rimuove i presidi dopo lo sblocco immediato di 480 milioni di euro garantiti dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, la Campania sceglie la linea dura. A Salerno e provincia la mobilitazione degli autotrasportatori prosegue ad oltranza e, nelle ultime ore, minaccia di farsi ancora più serrata. A scaldare ulteriormente gli animi è l’ingresso ufficiale nella protesta degli agricoltori della Piana del Sele, pronti a convergere sul capoluogo con i propri mezzi agricoli per gridare il proprio “no” contro il caro carburanti.
Città e provincia nella morsa dei presidi
La geografia dei blocchi stradali stringe in una morsa l’intero territorio salernitano, dall’Agro Nocerino Sarnese fino alle aree più interne del Cilento. I punti nevralgici della protesta restano due aree strategiche per la viabilità del capoluogo: l’uscita della Tangenziale di Pontecagnano, dove il presidio permanente rallenta i flussi autostradali, e la Zona Industriale di Salerno, trasformata in un enorme parcheggio a cielo aperto per i mezzi pesanti.
Le delegazioni territoriali non arretrano di un millimetro, nonostante dal Ministero dell’Economia siano stati messi sul piatto ulteriori 150 milioni di euro di nuove risorse. “Si andrà avanti per almeno dieci giorni, fino al vertice romano del 27 ottobre”, ha avvertito Vincenzo Parisi, delegato campano ai tavoli governativi. La linea è chiara: senza garanzie scritte e immediate, i motori restano spenti.
Supermercati vuoti e pompe a secco: scatta l’unità di crisi
Gli effetti della mobilitazione si stanno già abbattendo con durezza sulla vita quotidiana dei cittadini. In tutta la provincia si registrano i primi distributori di benzina sprovvisti di carburante, scaffali dei supermercati vuoti per il mancato approvvigionamento di merci fresche e forti rallentamenti alla circolazione stradale. Preoccupa, inoltre, la distribuzione dei farmaci nelle farmacie del territorio.
Di fronte a uno scenario di potenziale paralisi, il Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, ha preso in mano le redini della situazione convocando d’urgenza un tavolo di monitoraggio permanente. Una vera e propria unità di crisi, attiva con riunioni quotidiane, che ha già varato le prime contromisure per tutelare i servizi pubblici essenziali e la tenuta della comunità.
I corridoi d’emergenza e le scorte della Polizia
Il piano della Prefettura si articola su tre direttrici principali per evitare l’isolamento logistico. In primo luogo, sono stati concordati con i manifestanti dei corridoi d’emergenza: veri e propri varchi nei blocchi stradali per consentire il transito esclusivo di medicinali, prodotti primari e alimentari freschi.
Per i beni più critici, a partire dai carburanti, scatteranno veri e propri servizi di accompagnamento, con le forze dell’ordine impegnate a scortare i camion per garantire i rifornimenti minimi. Infine, il Prefetto ha attivato un coordinamento interprovinciale con Napoli per sbloccare le vie d’accesso al porto e con le altre Prefetture italiane per blindare l’arrivo dei farmaci salvavita. Sullo sfondo resta il monitoraggio della Commissione di garanzia sugli scioperi, chiamata a verificare che il diritto alla protesta non travalichi il confine dei diritti costituzionali dei cittadini. I prossimi dieci giorni si preannunciano roventi.