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Luci d’Artista Salerno 2026 al via, ma è bufera sui subappalti: tornano le ditte a processo per turbativa

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Luci d’Artista Salerno 2026 al via, ma è bufera sui subappalti: tornano le ditte a processo per turbativa

SALERNO – L’edizione 2026 di Luci d’Artista si avvicina ai blocchi di partenza, ma l’accensione delle celebri luminarie natalizie riaccende anche i riflettori su una vecchia e spinosa vicenda giudiziaria. Al centro delle polemiche a Palazzo Guerra c’è la decisione del Comune di Salerno di autorizzare il subappalto dei lavori a due società attualmente a processo con l’accusa di turbativa d’asta, in un’inchiesta legata proprio alle passate edizioni della kermesse.

Il via libera formale

Il responsabile del comparto per l’evento, Luigi Mastandrea, ha firmato due determine che danno il via libera ufficiale alla richiesta di subappalto presentata da Iren Smart Solution. La società torinese, che si è aggiudicata il bando principale per la realizzazione delle opere ideate dagli art director di Eventiidee, si affiderà così a due vecchie conoscenze della manifestazione salernitana: la Artlux (con sede a Partenopoli, Avellino), incaricata del montaggio fisico delle strutture, e la Decolight (di Pomigliano d’Arco), storica curatrice del maxi albero di Natale di piazza Portanova.
Dal punto di vista prettamente legale e amministrativo, la procedura non presenta anomalie: il subappalto è uno strumento previsto dalle norme della pubblica amministrazione, utile in questo caso per contrarre i tempi di allestimento e garantire l’immediata disponibilità dei materiali.

L’ombra dell’inchiesta del 2023

A far discutere è però il passato recente delle due ditte. I nomi di Artlux e Decolight richiamano infatti l’attenzione sull’indagine condotta dalla Procura di Salerno che, nel maggio del 2023, portò i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria a notificare misure interdittive (successivamente revocate) ai vertici delle aziende e all’allora Rup della manifestazione, Gabriele Pennimpede.
L’ipotesi di reato per gli imprenditori Arturo e Piero Blasi (Artlux) e per i fratelli Gennaro e Nello Criscuolo (Decolight) è di turbata libertà degli incanti. Secondo l’impianto accusatorio dei pm, nato da una segnalazione dell’Anac, la procedura di gara “lampo” di soli dieci giorni per l’edizione 2021-2022 sarebbe stata aggiustata ad hoc per garantire l’aggiudicazione del servizio alle due ditte, per un valore complessivo di 950mila euro (740mila per le luminarie e 210mila per l’albero).

Il nodo politico e l’udienza chiave

Con il rinvio a giudizio degli imputati, il processo è ora formalmente in corso presso il Tribunale di Salerno. Una coincidenza temporale significativa vuole che la prossima udienza sia fissata per il 1° dicembre 2026, proprio nel pieno dello svolgimento della manifestazione di quest’anno.
Se le carte della burocrazia sono in regola, a Palazzo Guerra esplode quindi una netta questione di opportunità. La scelta del Comune di affidarsi nuovamente a realtà finite nel mirino della magistratura per la gestione della stessa kermesse sta già sollevando inevitabili interrogativi politici e amministrativi, destinati a far discutere ben oltre l’inaugurazione delle luci.

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