Malasanità a Napoli: l’ospedale Cardarelli risarcisce 770mila euro per gravi omissioni infermieristiche

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Malasanità a Napoli: l’ospedale Cardarelli risarcisce 770mila euro per gravi omissioni infermieristiche

NAPOLI. Una tragedia familiare legata a gravi omissioni nell’assistenza post-operatoria si chiude con un maxi risarcimento prima della sentenza. L’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli ha definito in via transattiva una complessa controversia legale, versando la somma di 770.000,00 euro ai familiari di una donna napoletana, madre e giovane nonna, deceduta a causa di una fatale mancanza di sorveglianza clinica dopo un banale intervento chirurgico.
La vicenda clinica era iniziata nel modo più ordinario: la paziente era stata sottoposta a un intervento di appendicectomia. L’operazione chirurgica era stata eseguita correttamente e con esito del tutto positivo. Il dramma si è consumato successivamente, durante la degenza nel reparto post-operatorio.
Secondo quanto emerso dalle indagini e dalle consulenze tecniche d’ufficio scaturite nel corso del giudizio, il personale infermieristico è venuto meno ai propri doveri di vigilanza. È stata infatti accertata una mancata e inadeguata attivazione dei protocolli di controllo clinico. Questa grave omissione ha impedito al personale sanitario di intercettare tempestivamente una complicanza insorta dopo l’operazione.
Le risultanze peritali dei consulenti tecnici del tribunale sono state nette: se la complicanza fosse stata diagnosticata e trattata per tempo, il progressivo aggravamento del quadro clinico si sarebbe potuto evitare. Il mancato monitoraggio e il ritardo nella gestione dell’evoluzione patologica hanno invece causato un peggioramento irreversibile delle condizioni della donna, conducendola al decesso.
Davanti all’evidenza dei profili di responsabilità e alla schiacciante documentazione istruttoria, la direzione del Cardarelli ha scelto di non attendere la pronuncia del giudice. L’ospedale ha optato per la transazione della lite, provvedendo al risarcimento integrale del danno in favore dei parenti della vittima.
La battaglia legale della famiglia è stata guidata dagli avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo dello Studio Associato Maior, con il supporto specialistico del medico legale Dott. Marcello Lorello.
“Pur esprimendo soddisfazione per l’esito ottenuto sul piano della giustizia risarcitoria”, hanno dichiarato i rappresentanti dello Studio Associato Maior, “resta la consapevolezza che nessuna somma potrà mai colmare la perdita subita dai familiari della vittima. Il risultato conseguito rappresenta esclusivamente il riconoscimento economico del danno e della sofferenza patiti, nell’ambito di una vicenda di grave responsabilità sanitaria”.
Il caso riaccende i riflettori sull’importanza cruciale della continuità assistenziale e dei protocolli di sicurezza nei reparti di degenza, dove la vigilanza infermieristica rappresenta l’ultimo e fondamentale baluardo per la salvaguardia della vita del paziente.

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