Caso Vassallo: il Colonnello Cagnazzo torna in servizio nell’Arma dopo il proscioglimento
SALERNO – Si chiude definitivamente, sotto il profilo disciplinare e cautelare, la parentesi giudiziaria che aveva travolto il Colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo. Dopo il proscioglimento con formula piena per l’omicidio di Angelo Vassallo, l’ufficiale dell’Arma è tornato ufficialmente in servizio attivo.
Il reintegro segue la sentenza emessa lo scorso marzo dal GUP del Tribunale di Salerno, che ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti del colonnello. Le accuse che pesavano su di lui — concorso nell’omicidio del sindaco di Pollica e presunti depistaggi volti a coprire un traffico di stupefacenti nel porto di Acciaroli — sono cadute per insufficienza di prove e per le incongruenze riscontrate nelle testimonianze dei collaboratori di giustizia.
Già la Corte di Cassazione aveva espresso forti dubbi sulla solidità dell’impianto accusatorio, annullando l’ordinanza di custodia che aveva portato Cagnazzo a trascorrere sette mesi in detenzione, in parte presso il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere.
Il percorso verso il reintegro era stato tracciato dal TAR del Lazio, che a inizio anno aveva accolto il ricorso presentato dai legali dell’ufficiale contro la sospensione precauzionale decisa dal Ministero della Difesa. Con la sentenza definitiva di proscioglimento, l’Arma ha dato esecuzione formale al rientro in ruolo del Colonnello, ponendo fine a un periodo di forzata inattività professionale durato oltre un anno.
Nonostante l’uscita di scena di Cagnazzo, il “delitto del sindaco pescatore” resta ancora parzialmente senza colpevoli definitivi. Mentre la posizione dell’ufficiale è stata archiviata, il rinvio a giudizio è scattato per altri soggetti coinvolti nell’inchiesta, tra cui l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano. Per loro, il dibattimento inizierà il prossimo 9 luglio 2026 davanti alla Corte d’Assise di Salerno.