Torna l’ora solare: nella notte tra sabato e domenica lancette indietro di un’ora
ROMA – È arrivato il momento del cambio stagionale più atteso, o temuto, dell’anno. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 l’Italia saluterà l’ora legale per fare spazio al ritorno dell’ora solare. Il passaggio ufficiale avverrà alle 03:00 del mattino, momento in cui tutti i dispositivi connessi a internet si aggiorneranno automaticamente tornando alle 02:00, mentre per gli orologi analogici sarà necessario il classico intervento manuale.
Un cambio che, nell’immediato, regalerà a tutti un’ora di sonno in più, ma che segnerà l’inizio della stagione fredda con pomeriggi inevitabilmente più corti e bui. L’ora solare resterà in vigore fino al prossimo 28 marzo 2027, quando si verificherà il passaggio inverso.
I benefici economici dell’ora legale
L’addio temporaneo all’ora legale riapre, come ogni anno, il bilancio sui benefici economici raccolti nei sette mesi appena trascorsi. Lo spostamento in avanti delle lancette, riducendo l’uso dell’illuminazione artificiale nelle ore serali, garantisce benefici strutturali al sistema paese. Secondo i dati storici diffusi da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, lo slittamento dell’orario estivo permette risparmi per svariati milioni di euro sulla bolletta energetica nazionale, con un taglio di centinaia di milioni di kilowattora e una conseguente, massiccia riduzione delle emissioni di CO₂ nell’atmosfera.
Il “jet lag” d’autunno e gli effetti sulla salute
Se il portafoglio e l’ambiente ringraziano i mesi estivi, il corpo umano può risentire del ritorno all’ora solare. Molti esperti parlano di un vero e proprio micro “jet lag” d’autunno. La perdita improvvisa di un’ora di luce pomeridiana può alterare i ritmi circadiani, provocando insonnia, stanchezza, sbalzi d’umore e cali di concentrazione nei primi giorni successivi al cambio. I medici consigliano di anticipare leggermente l’orario dei pasti e del riposo nei giorni precedenti per mitigare l’impatto della transizione.
L’eterno dibattito sull’abolizione
Il cambio d’ora porta con sé anche la discussione politica sulla sua reale utilità. Nel 2019 il Parlamento Europeo aveva votato a larga maggioranza per l’abolizione dei passaggi stagionali di orario, lasciando a ogni singolo Stato membro la libertà di scegliere se mantenere stabilmente l’ora legale o quella solare.
Tuttavia, l’iter legislativo a Bruxelles si è arenato a causa delle divisioni tra i Paesi del Nord Europa (favorevoli all’ora solare permanente) e quelli del Sud, Italia compresa, che preferiscono mantenere l’attuale alternanza o adottare l’ora legale tutto l’anno per massimizzare il risparmio energetico. Fino a un eventuale e improbabile accordo comunitario, gli italiani dovranno continuare a convivere con lo spostamento delle lancette due volte l’anno.