Inail chiede 932 euro di tasse a un artigiano morto da oltre vent’anni: il caso a Montecorice
MONTECORICE. Poco meno di mille euro da pagare entro trenta giorni, con la pesante minaccia del recupero coattivo in caso di mancata regolarizzazione. Una normale e severa comunicazione di riscossione, se non fosse per un dettaglio macroscopico: il destinatario della lettera è morto da oltre vent’anni.
La singolare e amara vicenda è accaduta a Montecorice, nel Salernitano, dove i familiari di un artigiano scomparso da più di due decenni si sono visti recapitare una formale richiesta di pagamento da parte dell’Inail. L’Istituto contesta il mancato versamento di presunti premi assicurativi e relativi accessori, per un ammontare complessivo di 932,13 euro. Nella missiva si legge che nei database dell’ente non risultano registrati i pagamenti indicati nell’allegato prospetto, che si riferirebbe, paradossalmente, all’ultimo anno di attività dell’uomo.
A ricevere materialmente la busta è stato un familiare, che si è trovato di fronte al nome del caro estinto stampato sulla notifica di un debito. Il sospetto, che rasenta la certezza, è che si tratti di un mancato aggiornamento degli archivi informatici dell’Inail, un “corto circuito” burocratico che ha ricalcolato una pendenza datata, notificandola come se l’attività fosse ancora corrente o cessata di recente.
Cosa dice la legge e come tutelarsi
Dal punto di vista legale, la richiesta dell’ente è totalmente infondata. In Italia, i debiti contributivi e previdenziali cadono in prescrizione dopo 5 anni. Avendo l’artigiano cessato l’attività con il suo decesso più di venti anni fa, qualsiasi pretesa economica è ampiamente prescritta. Inoltre, le sanzioni amministrative e gli accessori non si trasmettono mai agli eredi.
Per archiviare definitivamente la vicenda ed evitare che la macchina della riscossione coatta prosegua il suo iter automatico, la famiglia dovrà ora intraprendere i seguenti passi:
- Inviare una segnalazione di decesso: Produrre un’autocertificazione o un certificato di morte da trasmettere all’Inail tramite raccomandata A/R o Posta Elettronica Certificata (PEC).
- Presentare istanza di autotutela: Richiedere formalmente all’ente l’annullamento dell’avviso di pagamento per inesistenza del debitore e per intervenuta prescrizione dei termini.
Resta l’amarezza dei parenti per un errore che riapre ferite mai del tutto rimarginate. Come commentato dagli stessi familiari con dignità e ironia, avrebbero preferito di gran lunga pagare quei 900 euro, se solo questo avesse potuto restituire loro il caro estinto.



