Lavori alla Scogliera di Ascea, l’Ente Parco fa chiarezza: «Nessun danno alle dune, usiamo materiali ecologici»

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Lavori alla Scogliera di Ascea, l’Ente Parco fa chiarezza: «Nessun danno alle dune, usiamo materiali ecologici»

ASCEA. Dopo le polemiche social e le preoccupazioni sollevate da cittadini e associazioni ambientaliste, l’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni interviene ufficialmente per fare chiarezza sui lavori in corso lungo la pista ciclabile in località Scogliera di Ascea. L’amministrazione dell’area protetta spegne sul nascere i timori legati a un presunto impatto ambientale negativo, spiegando nel dettaglio la natura tecnica dell’opera.
Il Parco sottolinea che l’intervento non prevede la creazione di nuove infrastrutture invasive, bensì la manutenzione straordinaria di una pista ciclabile preesistente in cemento, lunga circa 1.200 metri.
Il fondo della vecchia pista risultava fortemente compromesso da crepe estese, pericolosi avvallamenti e sconnessioni tra i blocchi. A danneggiare la struttura, oltre alla conformazione stessa del terreno, è stato negli anni l’utilizzo improprio del percorso come parcheggio abusivo per gli autoveicoli.
Per risolvere le criticità e restituire l’area a ciclisti e pedoni in totale sicurezza, il progetto prevede due soluzioni principali:
  1. Uno spartitraffico a norma di legge: Separerà nettamente la pista dalla viabilità delle auto, impedendo fisicamente la sosta selvaggia che ha logorato il percorso.
  2. Pavimentazione drenante ecologica: Sopra il vecchio cemento ammalorato verrà posato uno strato di collegamento di 6 centimetri in conglomerato bituminoso (tipo binder semi-aperto) sagomato per convogliare le acque piovane. La copertura finale sarà realizzata in “Biostrasse”, una pavimentazione a elevata capacità drenante con una colorazione simile alla sabbia, studiata per integrarsi perfettamente nel paesaggio costiero e già autorizzata dagli organi competenti.

Il tracciato e le zone del Piano del Parco

L’Ente Parco ha dettagliato anche la ripartizione geografica del tracciato per dimostrare il rispetto dei vincoli ambientali:
  • Zona D (Promozione economica e sociale): Ospita la maggior parte del tracciato, pari a circa 795 metri.
  • Zona B1 (Riserva generale): Interessa circa 230 metri (sviluppati su una strada che è già asfaltata) e altri 185 metri che corrono in parallelo a un tratto di strada sterrata.
La nota ufficiale dell’Ente si chiude con una rassicurazione categorica: «In nessuna delle fasi lavorative è stata o sarà interessata la duna o la flora dunale».
La struttura ricorda come l’azione del Parco ad Ascea sia storicamente orientata alla massima tutela dell’ecosistema, citando i passati interventi di ingegneria naturalistica — come la posa di viminate per il contenimento delle sabbie e la creazione di passerelle pedonali sopraelevate — che hanno permesso ai bagnanti di accedere al mare senza calpestare la delicata flora locale.
                                                                     

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