Sigilli al McDonald’s di Villammare: sequestrata un’intera area commerciale di 11mila metri quadri
VIBONATI – Un maxi sequestro preventivo ha colpito nel pomeriggio di oggi l’area commerciale di Villammare, frazione del comune di Vibonati. I sigilli sono scattati intorno alle 15:45, bloccando non solo il noto fast food McDonald’s, ma un’intera superficie di oltre 11.700 metri quadrati che comprende la viabilità, i parcheggi e un lotto adiacente destinato alla futura costruzione di una struttura ricettiva.
Il provvedimento cautelare è stato disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Lagonegro, su esplicita richiesta della Procura della Repubblica. L’operazione sul campo è stata condotta dai Carabinieri della Stazione di Vibonati, guidati dal Maresciallo Francesco Barile, in stretta collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Salerno. L’intera area è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’ipotesi di reato: lottizzazione abusiva
Al centro della complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura di Lagonegro, vi è l’ipotesi di lottizzazione abusiva, sia sotto il profilo materiale che negoziale. Secondo quanto emerso dagli accertamenti tecnici, la trasformazione edilizia e urbanistica della zona non risulterebbe coerente con le linee programmatiche del Piano Regolatore Generale (PRG).
I nodi cruciali dell’inchiesta si concentrano sulla reale destinazione urbanistica dei terreni. Gli investigatori hanno ricostruito che l’edificio che ospita il colosso della ristorazione veloce sarebbe stato edificato in un’area originariamente vincolata a insediamenti ricettivi e alberghieri, e non commerciali. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti sono finite anche le pertinenze della struttura e le procedure amministrative attraverso cui sono stati rilasciati i titoli edilizi.
Le ragioni del provvedimento
La misura cautelare del sequestro si è resa necessaria per impedire che la libera disponibilità dei terreni e dei fabbricati potesse protrarre o aggravare le conseguenze dei reati ipotizzati, scongiurando un ulteriore e incontrollato incremento del carico urbanistico nella zona. Le indagini, supportate da specifiche consulenze tecniche, restano tuttora in corso per fare piena luce sulle responsabilità.