Il Parco Nazionale del Cilento su TG5: l’Azienda PAPANONNO e i vitigni antichi protagonisti a “Gusto DiVino”
CENTOLA-PALINURO – Il Cilento vitivinicolo conquista la ribalta nazionale. Le telecamere di “Gusto DiVino”, la nota rubrica del TG5, hanno fatto tappa sul territorio per far visita all’Azienda Agricola PAPANONNO, situata tra Centola e Palinuro. La storica azienda agricola rappresenta uno dei laboratori sul campo più attivi di Ri.Vi.Parco, il progetto scientifico e culturale che sta riportando alla luce l’antico patrimonio enologico locale.
La visita giornalistica ha offerto una straordinaria vetrina a un’iniziativa che unisce scienza, agricoltura e cultura. Il progetto, promosso dall’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni in stretta collaborazione con il CREA (Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia di Turi), punta a recuperare la memoria biologica del paesaggio rurale cilentano.
Attraverso indagini sul campo e complesse analisi genetiche, i ricercatori hanno individuato nei vecchi vigneti del Parco varietà antiche e profili genetici unici, non presenti nei cataloghi europei. Il traguardo più importante è stato il recupero del vitigno Santa Sofia, oggi ufficialmente iscritto nel Registro Nazionale delle varietà di vite e pronto a essere coltivato nella provincia di Salerno.
Il cuore pulsante di questa rivoluzione sono i “viticoltori custodi”. Lo scorso marzo, aziende d’eccellenza come l’Azienda Agricola PAPANONNO hanno ricevuto gratuitamente le barbatelle prodotte dai Vivai Cooperativi Rauscedo. Queste piante daranno vita a nuovi campi-collezione per la produzione sperimentale di vini identitari, legati a doppio filo al territorio.
Il commento del Presidente
Il Presidente del Parco Nazionale, Giuseppe Coccorullo, ha espresso il suo profondo ringraziamento alla redazione del TG5 e a tutta la squadra di ricercatori e agricoltori: “‘Dai vitigni del passato, i vini del futuro’ non è solo uno slogan, ma la nostra visione. Questo progetto dimostra come la tutela della biodiversità possa trasformarsi in una concreta opportunità economica, culturale e turistica, capace di raccontare il Cilento sui mercati mondiali”.
Il viaggio di “Gusto DiVino” conferma che la salvaguardia del territorio non è un freno allo sviluppo, ma il motore per un’economia rurale moderna, fiera delle proprie radici.