Autotrasporto in rivolta: il Salernitano è isolato. Scaffali vuoti e pompe a secco, l’ombra dei blocchi fino al 27 ottobre
SALERNO – Una provincia spezzata in due, con le arterie stradali trasformate in immensi parcheggi a cielo aperto e i nodi logistici commerciali completamente sigillati. Il Salernitano sta vivendo ore di drammatica paralisi a causa del blocco a oltranza indetto dagli autotrasportatori, scesi sul piede di guerra contro il caro carburante e l’impennata insostenibile dei costi di gestione. Una protesta dura, a cui si sono uniti in solido anche gli agricoltori del territorio, e che non accenna a placarsi: i portavoce della mobilitazione in Campania hanno già gelato le aspettative delle istituzioni, annunciando che i presidi potrebbero prolungarsi fino al prossimo 27 ottobre.
Autostrade e Porto nella morsa dei tir
La mappa dei disagi disegna un quadro da codice rosso. Il punto più critico resta la barriera dell’A30 a Mercato San Severino, dove decine di mezzi pesanti formano una barriera invalicabile sotto una pioggia battente, determinando chilometri di code. La paralisi si estende a macchia d’olio sui raccordi e lungo gli svincoli chiave dell’A2 del Mediterraneo: da Pontecagnano a Eboli, passando per Campagna, Contursi Terme, fino alle uscite del Vallo di Diano come Polla, Atena Lucana e Sala Consilina.
La circolazione è completamente bloccata anche nella zona industriale del capoluogo. Lo snodo più sensibile è il Porto di Salerno: lo scalo è di fatto “congelato”, con i tir che presidiano i varchi impedendo l’uscita delle merci e spezzando la continuità logistica dei collegamenti marittimi verso il resto del Paese e le isole.
Scatta la psicosi nei supermercati, distributori a secco
Gli effetti del blocco si stanno riversando pesantemente sulla vita quotidiana dei cittadini, innescando una vera e propria psicosi da accaparramento. Da Salerno città all’Agro Nocerino-Sarnese, i supermercati sono stati presi d’assalto: i banchi dei prodotti freschi, della carne e dell’ortofrutta iniziano a svuotarsi a causa del mancato arrivo delle forniture.
Paradossalmente, a Battipaglia, nel cuore della Piana del Sele, alcuni produttori agricoli impossibilitati a spedire la merce hanno iniziato a distribuire gratuitamente buste di insalata agli automobilisti in coda. Nel frattempo, sul fronte energetico la situazione è già emergenziale: i distributori di carburante da Salerno al Cilento stanno esponendo i cartelli stradali di “esaurito”, presi d’assalto dagli automobilisti nel timore di un blocco totale dei rifornimenti.
Istituzioni e Forze dell’Ordine: scatta l’unità di crisi
Di fronte al rischio concreto di un blocco dei servizi essenziali, il Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, ha convocato d’urgenza un’unità di crisi con i vertici delle forze dell’ordine e della protezione civile. L’obiettivo primario è la tutela dei servizi minimi garantiti: l’amministrazione ha disposto l’attivazione di procedure straordinarie per precettare e scortare convogli protetti carichi di generi di prima necessità, farmaci e carburante da destinare agli ospedali, alle strutture sanitarie e ai servizi di emergenza del territorio.
Mentre a livello nazionale si consuma lo scontro sui fondi stanziati dal Mit e sulla linea dura del Viminale per l’identificazione dei manifestanti, la provincia di Salerno si prepara a vivere un’altra notte di trincea, sospesa tra il diritto alla protesta delle categorie e il collasso economico di un intero territorio.