Operazione della Guardia di Finanza nel Cilento. Truffa alla sanità pubblica e falsi in clinica privata: nei guai il legale rappresentante
SALERNO – Nuova bufera sulla sanità privata convenzionata in provincia di Salerno. Nella serata di giovedì 1° ottobre, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare interdittiva nei confronti del legale rappresentante di una nota clinica privata accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale. Per l’amministratore è scattato il divieto temporaneo di esercitare uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per la durata di un anno.
Il provvedimento, emesso dalla Sezione Riesame del Tribunale di Salerno su disposizione della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, rappresenta una netta svolta nelle indagini. I giudici del Riesame sono stati infatti chiamati a rivalutare l’intero quadro indiziario a seguito dell’appello presentato dalla Procura cilentana, riconoscendo in capo all’indagato gravi indizi di colpevolezza per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni di un ente pubblico e falso in atto pubblico.
Il meccanismo della frode
L’inchiesta, condotta sul campo dai Finanzieri della Compagnia di Vallo della Lucania, ha fatto luce su un collaudato sistema illecito che vedeva coinvolte altre tre persone. Secondo l’impianto accusatorio, l’amministratore della clinica avrebbe partecipato attivamente al sodalizio consentendo a un medico di effettuare interventi chirurgici all’interno della propria struttura privata.
Il professionista in questione, tuttavia, era un dipendente di un’azienda sanitaria pubblica legato da un rigido vincolo di esclusività. Grazie a questa compiacenza, l’azienda ospedaliera pubblica veniva indotta in errore, continuando a corrispondere al medico la relativa indennità mensile suppletiva per l’esclusività della prestazione. Di contro, la clinica privata incrementava i propri profitti riservandosi illecitamente la professionalità del chirurgo e, soprattutto, il suo nutrito giro di pazienti.
Il precedente di marzo
L’operazione scattata nelle ultime ore non è che il secondo capitolo di un’indagine ben più vasta. Già nello scorso mese di marzo, infatti, le Fiamme Gialle avevano eseguito misure cautelari personali nei confronti di due medici operanti nella medesima clinica privata cilentana. In quell’occasione era emerso il doppio ruolo del principale chirurgo coinvolto, diviso tra le corsie dell’ospedale pubblico e le sale operatorie della struttura privata convenzionata. Il provvedimento eseguito ieri va a colpire direttamente il vertice societario che ha permesso e capitalizzato tale condotta illecita.