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venerdì, Marzo 1, 2024
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Tragedia di Agropoli, parla la figlia di Annalisa e Vincenzo: “In casa non c’era alcun tipo di violenza”

Turismo

Tragedia di Agropoli, parla la figlia di Annalisa e Vincenzo: “In casa non c’era alcun tipo di violenza”

A poco più di un giorno dall’incidente in via Donizetti ad Agropoli, la figlia tredicenne di Vincenzo Carnicelli e Annalisa Rizzo, entrambi tragicamente deceduti, ha parlato pubblicamente. La giovane, che si trovava in casa al momento del tragico evento, ha condiviso i suoi pensieri su Instagram, esprimendo dolore e richiedendo rispetto e silenzio per la sua famiglia. “Sull’accaduto ci sono state fin troppe incomprensioni e notizie false e nessuno spiega la situazione per come era” sottolinea la ragazza, la quale ha chiarito che non c’era violenza in famiglia e che avrebbe cercato aiuto se ci fosse stata.

Le parole della figlia

La giovane ha parlato anche del carattere del padre, descrivendolo come una persona buona: “Chi conosceva mio padre sa quanto fosse buono, continuerò a dirlo nonostante le azioni che ha commesso perché io so com’era fatto papà, ma – ribadisce la tredicenne – non aveva il diritto di fare quello che ha fatto. Mia mamma aveva una vita davanti e una figlia da crescere, e ovviamente, anche mio padre doveva continuare a vivere”. Infine, ha fatto un appello per il rispetto e la privacy in questo momento difficile, concludendo il suo messaggio con un riferimento ai suoi genitori come “i miei angeli per sempre”.

Anche Antonio, fratello di Vincenzo Carnicelli, ha espresso il suo punto di vista sulla tragica vicenda avvenuta tra domenica e lunedì notte in via Donizetti, Agropoli, sostenendo che l’unica persona in grado di raccontare la verità è sua nipote. Ha voluto chiarire, soprattutto a lei, che né il padre né la madre erano assassini.  Riguardo agli eventi di quella notte, Antonio ha raccontato: “Mio fratello indossava il pigiama, mentre sua moglie era vestita, tornata a casa tardi. Forse Vincenzo cercava spiegazioni dalla moglie, ma non so chi abbia agito per primo né da dove siano spuntati i coltelli”. Ha poi rivolto un appello alla famiglia Rizzo, sottolineando che entrambe le famiglie sono colpite dal dolore e che è inutile cercare un colpevole, poiché nessuno dei due era un assassino. Secondo lui, ora l’importante è offrire sostegno alla bambina coinvolta in questa tragedia. (Salernotoday)

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