Fondi stadi, svolta per Euro 2032: dal Cipess 289 milioni per Napoli e Salerno
SALERNO — Svolta decisiva per le infrastrutture sportive della Campania in vista dei Campionati Europei di Calcio del 2032. Il Governo Meloni accelera sui finanziamenti destinati agli impianti di Napoli e Salerno, mettendo sul piatto un pacchetto complessivo di 289 milioni di euro.
L’ufficialità arriverà martedì 6 ottobre alle ore 18:30, sul tavolo della riunione del Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) a Palazzo Chigi. Ad annunciarlo è il Senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), che prenderà parte personalmente all’incontro in rappresentanza del dicastero di Porta Pia.
La ripartizione dei fondi: Napoli e Salerno al centro del progetto
Il piano di investimenti strategici prevede una divisione capillare delle risorse per adeguare gli impianti agli standard stringenti richiesti dalla UEFA:
- Stadio Diego Armando Maradona (Napoli): Riceverà 150 milioni di euro per i necessari interventi di adeguamento e ristrutturazione profonda.
- Stadi Arechi e Volpe (Salerno): Destinatari di 139 milioni di euro per il restyling e la modernizzazione delle strutture cittadine.
La rimodulazione dell’Accordo di Coesione
Per sbloccare formalmente i capitali sarà necessaria una modifica tecnica all’Accordo di Coesione tra la Regione Campania e il Governo Nazionale. Un passaggio politico e burocratico cruciale che, come sottolineato dallo stesso Iannone, ha visto il forte impegno in prima linea dei ministri Raffaele Fitto (Affari Europei e Coesione) e Andrea Abodi (Sport).
Corsa contro il tempo: tre anni per i cantieri
“Sia Napoli che Salerno sono state indicate quali possibili sedi di Euro 2032 e il Governo risponde presente, anche per rimediare agli errori e al tempo perso da altri”, ha dichiarato il Sottosegretario Iannone, lanciando una stoccata politica alle amministrazioni locali e regionali.
Il cronoprogramma è serratissimo e non ammette deroghe: i lavori dovranno essere tassativamente completati entro tre anni. Il rischio, in caso contrario, è l’esclusione definitiva dalla short-list delle città ospitanti della rassegna continentale. Un’occasione che i territori non possono mancare, non solo per il prestigio sportivo, ma soprattutto per lo straordinario impatto di sviluppo economico e occupazionale che l’evento saprà generare per l’intera regione.