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martedì, Marzo 21, 2023
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Covid, il Ministero: “Il Paese si prepari ad una nuova ondata”

Turismo

Covid, il Ministero: “Il Paese si prepari ad una nuova ondata”

Tornano i timori di una nuova escalation del Covid in Italia dopo il boom di contagi verificatosi in Cina nella ultime settimane.

Il ministero della Salute prova a correre ai ripari individuando le linee guida per rispondere ad un eventuale nuova e grave ondata del virus, che purtroppo non è da escludere. Il Ministero della Salute in una circolare diffusa oggi, ha individuato quattro possibili misure chiave da attuare in caso di crescita dei contagi: uso delle mascherine al chiusolavoro domiciliare e riduzione delle aggregazioni di massaventilazione degli ambienti chiusiintensificazione delle quarte dosi di vaccino anti-Covid e di un’ulteriore dose per alcune categorie a rischio.

Nessun cenno ad eventuali lockdown: del resto, il premier Giorgia Meloni, nel corso di recenti interventi, ha evidenziato come la risposta ad un’eventuale nuova ondata non sarà basata su restrizioni alle libertà personali ed economiche dei cittadini.

Il documento fornirà, inoltre, spunti per “predisporre a livello regionale un rapido adattamento di azioni e servizi nel caso di aumentata richiesta assistenziale“.

L’utilizzo di mascherine, si legge nella circolare, “è efficace nel ridurre la trasmissione dei virus respiratori e nel caso in cui si documentasse un evidente peggioramento epidemiologico con grave impatto clinico e/o sul funzionamento dei servizi assistenziali, potrebbe essere indicato il loro utilizzo in spazi chiusi, finalizzato in particolare a proteggere le persone ad alto rischio di malattia grave“.

Ulteriori misure, precisano dal Ministero, potrebbero essere assunte in caso di un eventuale sensibile peggioramento del quadro epidemiologico.

“Si potrà valutare – si legge nella circolare – l’adozione temporanea di altre misure, come il lavoro da casa o la limitazione delle dimensioni degli eventi che prevedono assembramenti”.

Al momento in Italia l’uso di dispositivi individuali di protezione è obbligatorio per i lavoratori, gli utenti e i visitatori delle strutture sanitarie e delle residenze per anziani.

Il nuovo governo inizia, inoltre, a puntare anch’esso sui vaccini come strategia di contenimento delle conseguenze del virus per le strutture sanitarie, raccomandando, alle persone anziane (over 80) e fragili (oltre i 60 anni) anche un’ulteriore dose di richiamo una volta trascorsi 120 giorni dalla stessa o dall’ultima infezione.

Nel frattempo, continuano a diminuire incidenza e indice di trasmissibilità (Rt), che si attesta, nell’ultimo periodo, a 0,84, dunque al di sotto della soglia epidemica.

Non si riduce, però, il tasso di occupazione delle terapie intensive, che, anzi, è in leggera crescita, dal 3,1 al 3,2%, rispetto alla scorsa settimana, probabilmente causato da un calo progressivo della copertura vaccinale nelle fasce di popolazione più a rischio.

Diminuiscono, però, dal 13,7 al 13%, i ricoveri ordinari: in ogni caso, la situazione è pienamente sotto controllo in tutto il Paese.

I dati sostanzialmente incoraggianti che emergono dal consueto report settimanale dell’Iss non fermano, però, il sequenziamento dei tamponi effettuati negli scali aeroportuali su chi giunge dalla Cina.

Il tutto accade mentre non mancano polemiche, da parte della nazione asiatica, relative alla scelta attuata dall’Italia.

L’obiettivo è quello di individuare precocemente l’eventuale presenza di nuove varianti capaci di sfuggire all’immunità provocata dai vaccini e di essere, quindi, purtroppo, clinicamente più aggressive.

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