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Campania sott’acqua, la denuncia di Legambiente: “Basta emergenze, mancano i fondi per l’adattamento climatico”

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Campania sott’acqua, la denuncia di Legambiente: “Basta emergenze, mancano i fondi per l’adattamento climatico”

NAPOLI – Allagamenti stradali, trasporti in tilt, scuole chiuse e pesanti disagi per migliaia di pendolari, studenti e lavoratori. L’ondata di forte maltempo che nelle ultime ore sta sferzando la Campania riaccende prepotentemente i riflettori sulla fragilità del territorio e sull’inadeguatezza delle infrastrutture urbane di fronte alla crisi climatica. Una situazione non più tollerabile secondo , che lancia un duro monito alle istituzioni locali e nazionali: non si tratta di eventi eccezionali, ma di una nuova e drammatica normalità.

La denuncia: “In poche ore la pioggia di settimane”

In una nota congiunta, Stefano Ciafani, presidente di , e Mariateresa Imparato, responsabile della giustizia climatica dell’associazione, hanno analizzato lucidamente la situazione attuale. “La crisi climatica rende gli eventi meteorologici sempre più intensi e frequenti: in poche ore cade la pioggia che un tempo si distribuiva nell’arco di settimane”, spiegano i due rappresentanti.
Per l’associazione ambientalista, continuare a trattare questi nubifragi come imprevisti è l’errore più grande. “Non siamo di fronte a eventi eccezionali, ma a fenomeni che denunciamo da decenni e destinati a ripetersi. Per questo non basta gestire l’emergenza, servono politiche e opere di adattamento capaci di rendere città e territori più sicuri e resilienti”.

L’appello a Manfredi e alla Regione

La sigla ambientalista ha quindi indirizzato un appello chiaro e diretto alla Regione Campania, a tutte le amministrazioni comunali e in particolare al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. A quest’ultimo, in virtù del suo ruolo strategico di presidente dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), viene chiesta un’azione politica di ampio respiro.
L’obiettivo è fare asse comune tra i sindaci italiani per fare pressione sul Governo centrale. Al centro della disputa c’è il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici: uno strumento cruciale, approvato ormai due anni fa, ma che a oggi resta una scatola vuota poiché privo dei finanziamenti indispensabili per essere operativo sul territorio.

“Investire nella prevenzione, non nel calcolo dei danni”

La conclusione di e Imparato è un richiamo alla responsabilità per evitare che il bilancio delle prossime perturbazioni sia ancora più grave. “Non possiamo continuare a contare danni e disagi dopo ogni evento estremo. È il momento di investire nella prevenzione e nella sicurezza delle comunità”.
La palla passa ora alle istituzioni: la richiesta è quella di un cambio di rotta radicale che metta la messa in sicurezza del territorio e la giustizia climatica in cima all’agenda politica della Campania e del Paese. 

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