Viva Camerota. Laino: “Ancora una volta devo chiarire la storia del depuratore di Marina. Ecco la verità”

Che l’estate a Camerota si preveda bollente, lo si nota in questi giorni non solo per il caldo percepito in paese, ma anche e soprattutto dal batti e ribatti politico tra maggioranza ed opposizione sulla questione relativa al depuratore. Orlando Laino consigliere di opposizione facente capo al gruppo consiliare Viva Camerota, ha affidato attraverso la propria pagina Facebook, le sue ragioni in merito. “Ancora una volta devo chiarire la storia del depuratore rispetto la narrazione fuorviante di Terradamare – esordisce Laino -. Il Progetto del Depuratore è stato finanziato dalla Comunità Europea con la specifica disposizione di realizzare il depuratore e il riutilizzo delle acque reflue mediante una conduttura a parte. Obbligatorio era che almeno 3 Comuni si consorziassero tra loro. Fu fatto un accordo con il Comune di Ascea che aveva bisogno di concludere una parte della rete fognaria per un importo di euro400.000,00, e con il Comune di Centola per la messa in funzione del depuratore sito nel Lambro per un importo di euro 2.000.000,00 e il Comune di Camerota per la realizzazione del depuratore e le reti fognarie vi era un importo di euro di circa 9.000.000,00 per le frazioni Marina e Lentiscosa. Tutto questo accadeva durante l’amministrazione Bortone, io unitamente ad Assessori e tecnici portammo a termine il progetto, non sto a dilungarmi per la complessità dell’opera. Riuscii anche, mediante una grande Società di Certificazione a blindare il progetto che lo definì: “PROGETTO DEFINITIVO ESECUTIVO CANTIERABILE”, così come previsto dal codice degli appalti .Ci fu il bando di gara e dopo numerose controversie legali tra la prima e la seconda, dopo oltre un anno fu assegnato all’ATI DECREMONT/RITONNARO. Prima l’ex Sindaco Romano e poi il cuginetto Scarpitta intervennero per l’intera modifica del progetto definendolo con dicitura: “PROGETTO DEFINITIVO COORDINATIVO”, definizione inesistente dal Codice degli Appalti per non parlare poi della fragilità dell’opera che è stata realizzata. Non ho ancora capito come gli Ispettori della Comunità Europea abbiano approvato tale manomissione dopo un bando di gara, forse è intervenuto qualcuno dall’alto? Poi – conclude Laino – permettetemi un appunto visto che dopo ogni post c’è la corsa alla minaccia da parte della maggioranza… E anche tu invece, a che titolo minacci? Come fratello del Sindaco? Come esercente di attività commerciale in un capannone abusivo? E senza agibilità? E che dichiarerebbe 100 mq alla Camera di Commercio? Spiegaci un po’… e spiegaci anche la fortuna degli ultimi 4 anni commerciali.
Omar Domingo Manganelli/Redazione Opera News

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