Turismo, svolta in Campania: Matera deposita la legge di riordino. Per i Comuni anche un bando da 10 milioni
NAPOLI / CILENTO. Una riforma strutturale per ridisegnare il futuro del turismo campano, con un occhio di riguardo alle aree interne, ai borghi e alle specificità territoriali come quelle del Cilento e del Vallo di Diano. È questo l’obiettivo della proposta di legge per il riordino del comparto depositata in Consiglio regionale da Corrado Matera, consigliere del Partito Democratico e presidente della Commissione Bilancio.
Il testo punta a superare la frammentazione normativa attuale e a creare una governance moderna, capace di mettere in rete istituzioni, Comuni e operatori privati. Un percorso che completa il lavoro avviato dallo stesso Matera durante il suo precedente mandato da assessore al Turismo, proseguito poi con l’assessore Casucci.
La proposta di legge introduce strumenti chiave per la gestione del territorio, tra cui:
- Ambiti territoriali turistici omogenei: distretti per unire i Comuni in strategie comuni.
- Rafforzamento delle DMO: potenziamento delle Destination Management Organization per la promozione.
- Nuovi modelli di accoglienza: riordino dei servizi informativi territoriali.
- Turismo diversificato: focus su cammini, turismo delle radici, sostenibile, accessibile ed enogastronomico.
“Ogni territorio, dalle grandi destinazioni internazionali ai piccoli borghi delle aree interne, rappresenta una risorsa preziosa” – ha dichiarato Corrado Matera – “Questa riforma nasce per costruire opportunità durature di sviluppo e occupazione, rafforzando il ruolo della Campania nel Mediterraneo”.
In arrivo 10 milioni con “Le Stagioni della Campania 2026-2027”
Parallelamente alla riforma legislativa, la Giunta regionale e l’Assessorato al Turismo, guidato da Vincenzo Maraio, hanno promosso l’avviso pubblico “Le Stagioni della Campania 2026-2027”.
Il bando mette sul piatto 10 milioni di euro per sostenere i Comuni e favorire i partenariati territoriali. I fondi finanzieranno la creazione di itinerari integrati culturali, naturalistici ed enogastronomici, muovendosi nella stessa direzione strategica della legge Matera: destagionalizzare i flussi e valorizzare l’identità delle comunità locali.