Traffico di droga dal napoletano al Cilento. Ecco i dettagli sconcertanti dell’operazione

Centola  – Sono 5 le persone residenti del salernitano coinvolte nel blitz dei Carabinieri di Torre del Greco che ha fatto luce su un traffico di droga dal Napoletano verso le località balneari della costa cilentana, che vede il coinvolgimento anche di minorenni e nel complesso di 25 persone destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare. Nel Cilento sono finiti in carcere: Raffaele Veneroso di Pisciotta, Aniello Scarpato residente a Palinuro, Carmine Melucci e Daniele Lippo entrambi di Centola e Davide Nappa di Ascea. Un altro cilentano residente a Centola è destinatario dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti. La droga, cocaina, hashish e marijuana, viaggiava dal napoletano verso il Cilento anche impiegando minorenni. In una delle intercettazioni dei carabinieri emerge anche che padre, madre e due figli minori viaggiano in auto per rifornire gli spacciatori del Cilento. Parlano tra di loro di stupefacenti e fanno nascondere la droga ai figli. Quando dialogano tra loro gli adulti usano un linguaggio anch’esso criptico e definiscono la droga “magliette rosa”, “giubbini” e pezzi di auto. L’indagine ha consentito di ricostruire 37 episodi di trasporto e cessione di stupefacenti, realizzati dall’organizzazione sgominata dai carabinieri di Torre del Greco che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli, e il cui motore erano proprio i genitori dei quattro figli: 14 le persone finite in carcere, 8 ai domiciliari mentre per altre tre è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Individuati anche i canali di approvvigionamento della sostanza, costituiti da fornitori legati ai clan di camorra “Gionta” di Torre Annunziata e “Falanga” di Torre del Greco. Cinque persone sono state arrestate in flagranza nel corso delle indagini per singoli episodi di detenzione e spaccio. “La nonna sta aspettando. Fai presto!”. E, poi: “non fare rumore, non aprire a nessuno”. Consigli di genitori premurosi rivolti ai figli? Niente affatto. Sono “pezzi” di “lezioni di spaccio” impartite dai genitori ai figli. L’operazione condotta dai carabinieri e che ha portato in provincia di Napoli all’esecuzione di 25 misure cautelari per spaccio di droga ha fatto emergere – attraverso le intercettazioni – anche le indicazioni che due coniugi di Torre del Greco (Napoli) davano a quattro figli, tre dei quali minori, per spacciare la droga presso alcuni clienti e nello stesso tempo eludere i controlli delle forze dell’ordine. “Pure quando veniamo noi, vedi sempre – è un altro consiglio – da dentro all’occhio magico, se è il caso butta dentro il bagno”. In una delle intercettazioni emerge anche che padre, madre e due figli minori viaggiano in auto per rifornire gli spacciatori del Cilento, in provincia di Salerno, in particolare. Parlano tra di loro di stupefacenti e fanno nascondere la droga ai figli. Quando dialogano tra loro gli adulti usano un linguaggio anch”esso criptico e definiscono la droga “magliette rosa”, “giubbini” e pezzi di auto. L’indagine ha consentito di ricostruire 37 episodi di trasporto e cessione di stupefacenti, realizzati dall’organizzazione sgominata oggi dai carabinieri di Torre del Greco che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli, e il cui motore erano proprio i genitori dei quattro figli: 14 le persone finite in carcere, 8 ai domiciliari mentre per altre tre è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio di sostanze stupefacenti le accuse contestate. Le indagini, condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno consentito di documentare l’esistenza dell’organizzazione finalizzata all’acquisto e al trasporto di ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana nonchè all’immissione sul mercato locale e su quello dei comuni della provincia di Salerno, in particolare località balneari dell’area cilentana, dove il sodalizio poteva disporre di una fitta rete di spacciatori, tra i quali anche titolari di ristoranti, bar e locali di intrattenimento. Individuati i canali di approvvigionamento della sostanza, costituiti da fornitori legati ai clan di camorra “Gionta” di Torre Annunziata e “Falanga” di Torre del Greco. Cinque persone sono state arrestate in flagranza nel corso delle indagini per singoli episodi di detenzione e spaccio. (quasimezzogiorno)

 

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