Scosse anche nel Salernitano, il sismologo Ingv: “Epicentro lontano dalla faglia dell’80”
Il terremoto di magnitudo Richter 4.0 delle 21.49 italiane di sabato, con epicentro a Montefredane, avvertito in maniera forte anche a Salerno e provincia, non ha alcuna connessione – come riporta il quotidiano “Il Mattino” oggi in edicola – con la grande faglia del terremoto del 23 novembre 1980.
A sostenerlo è Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca dell’Ingv: «Sono terremoti tettonici: indicano che c’è un movimento su alcune faglie. Va però detto, che non le conosciamo tutte, malgrado l’Irpinia abbia una quantità di faglie importanti, questo sciame non è sulle faglie più critiche e grandi che hanno provocato in passato sismi più devastanti, di cui abbiamo una conoscenza molto più forte.
In questo caso, siamo di fronte a strutture probabilmente più profonde di cui non conosciamo l’espressione superficiale e quindi finora non le abbiamo calcolate».
Lo sciame sismico potrebbe proseguire ancora?
«Per quello che ne sappiamo sì. A volte si hanno sequenze tipo mainshock e aftershock, cioè si ha un terremoto più forte e poi dopo altre scosse che piano piano decadono d’intensità, e quindi capiamo che quella sequenza sta per finire.
In questo caso, invece, abbiamo avuto una distribuzione di tipo sciame (sismi più e meno intensi distribuiti in maniera casuale, ndr) e quindi non sappiamo come e quando potrà terminare. Può darsi pure che sia finito o che durerà ancora pochi giorni. Ma questo non deve farci abbassare la guardia».



