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Sassano: Comune vince ricorso contro difensore civico e commissario ad acta

“Hanno scritto che il Comune di Sassano era stato commissariato; che per incapacità avevamo bisogno di poteri sostitutivi; che eravamo “inappropriati”; che stavamo dalla parte del torto; che non avevamo garantito la partecipazione democratica e altro. Oggi la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione distaccata di Salerno,  ripristina la normalità e smentisce le bugie scritte nelle passate settimane, annullando tutti gli atti del Commissario “ad acta”. Infatti, i Giudici hanno  accolto il ricorso presentato dal Comune di Sassano, annullando gli atti adottati dal Commissario ad acta, Marialuigia Vitagliano, nominata dal Difensore Civico regionale. Da certi personaggi non mi aspetto nè scuse nè tantomeno il buonsenso e la decenza di evitare ulteriori menzogne. Oggi, però, posso esprimere la mia soddisfazione e la gioia per una sentenza che ha evitato di far denigrare e mortificare le Istituzioni democraticamente elette. Con tale decisione è stata legittimata la serietà, il rigore e l’impegno con cui stiamo amministrando il nostro Paese. Grazie a chi non ha mai avuto dubbi sulla nostra serietà; grazie all’Avvocato Senatore per la professionalità e la competenza con cui ha difeso il Comune di Sassano; grazie a quella Stampa che ha affrontato la vicenda con equilibrio e obiettività.
Tra qualche mese a Sassano si tornerà a rieleggere il Sindaco e il Consiglio Comunale; invito, quindi,  chi in questi 10 anni ha tentato con sotterfugi e squallidi “mezzucci” di infangare il nostro operato, senza riuscirci, a sottoporsi al giudizio dei Cittadini attraverso il voto. Sono convinto, purtroppo, che chi è abituato a trincerarsi dietro una tastiera senza avere minimamente il coraggio di metterci la faccia, continuerà a restare comodamente seduto sul proprio divano pensando che quello sia l’unico modo per risolvere i problemi del proprio Paese”. Con queste parole Tommaso Pellegrino, sindaco di Sassano ha espresso tutta la propria soddisfazione in merito alla decisione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione distaccata di Salerno che, ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Sassano, difeso dall’avvocato Nicola Senatore, ed ha annullato gli atti adottati dal Commissario ad acta, Marialuigia Vitagliano, nominata dal Difensore Civico regionale Giuseppe Fortunato, che ha annullato e sostituito il Regolamento comunale sulla partecipazione, adottato dal Consiglio comunale di Sassano il 31 luglio 2019. In particolare, nel ricorso presentato dal sindaco Tommaso Pellegrino si chiedeva l’annullamento del decreto del Difensore Civico, con cui si nominava il Commissario ad acta, e della delibera commissariale del 30 settembre 2019, recante l’annullamento del “Regolamento per l’organizzazione ed il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione” del Comune di Sassano. Nel ricorso si sottolineava, tra l’altro che, in base alla legge regionale istitutiva dell’organo amministrativo, “se il Difensore Civico accerta che l’atto per il quale è stato sollecitato il suo intervento sia un atto dovuto omesso illegittimamente, ha l’obbligo di chiedere al Presidente della giunta regionale la nomina di un Commissario ad acta per l’adozione dell’atto omesso”. Inoltre, in caso di ritardo o omissione di atti obbligatori, l’ente locale deve essere invitato a provvedere entro un termine necessario. Quanto al primo rilievo, puntualmente svolto in ricorso e considerato risolutivo dal Tar, è emerso con chiarezza che il Difensore Civico ha inteso nominare esso stesso il Commissario ad acta, senza richiederne la nomina al Presidente della Giunta regionale, e cioè all’organo politico che, in base alla giurisprudenza costituzionale, è il solo titolato ad esercitare poteri sostitutivi che determinino lo spostamento eccezionale di competenze incidenti su enti politicamente rappresentativi. Sulla base di tutto ciò, il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione distaccata di Salerno, considerando l’atto di natura discrezionale e di espressione valoriale, ha definitivamente accolto il ricorso presentato dal Comune di Sassano ed ha annullato gli atti adottati dal Commissario ad acta.
Omar Domingo Manganelli

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Un commento

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    ISIDORO FELICIELLO

    Il Comune di Sassano (SA), da anni, non ha avuto e, ahinoi, ancora non ha il Regolamento che avrebbe consentito ai cittadini di essere protagonisti dell’azione politica, pur essendo stato invitato il 18 ottobre 2018 dal Difensore Civico Regionale a dotarsi dell’obbligatorio regolamento. Il 30 luglio 2019, il Difensore civico della Regione Campania, dott. G. Fortunato, ha nominato il Commissario ad acta per provvedere all’ostinata inadempienza del governo sassanese. Il “Regolamento” lasciato in eredita’ dal commissario e’ un esempio di come dovrebbero essere redatti i regolamenti e rappresenta un novita’ assoluta per il funzionamento degli istituti e degli organismi di partecipazione popolare. All’idomani della nomina, il consiglio comunale pensa di rimediare approvando un regolamento che manca di molti provvedimenti importanti e che di fatto lo rendono uno strumento inutile. Mi rendo conto che leggere e confrontare i due regolamenti sia abbastanza impegnativo ma, vi invito a farlo, perche’ e’ fondamentale per rendersi conto della netta differenza. Il ricorso al TAR di Salerno produce una sentenza alquanto discutibile: non nega che il Comune di Sassano sia stato inadempiente, ma annulla il “Regolamento” perche’ sostiene che a nominare il commissario ad acta debba essere il Presidente della Regione Campania. A questo punto non si puo che accettare la sentenza del TAR, per il momento, e attendere fiduciosi, anche se della vicenda si e’ parlato di tutto tranne che dei contenuti. Il sindaco Pellegrino, non contento ed in spregio alla posizione che occupa, non ha resistito al deplorevole ritornello di esternazioni vittimistiche ed offensive, dichiarando che la sentenza favorevole e’ una risposta a chi “ha fatto dell’odio, dell’invidia e della cattiveria la principale ragione di vita”. Aggiungendo di aver subito una violenza gratuita e irrazionale. Speriamo voglia chiarire il significato di queste esternazioni, tanto gravi quanto inaccettabili e vergognose, non degne di un uomo delle Istituzioni e che rischiano di attivare uno scontro che non ha nessun senso per il bene comune. Cosi’ come sono inaccettabili le parole nell’articolo sopra riportato parlando di squallidi mezzucci (chiarisca! intende dire che le richieste di accesso agli atti sono squallidi mezzucci?). La vicenda presenta molti punti oscuri, che, forse, coloro che hanno approvato il regolamento all’indomani della nomina del commissario ad acta, dovrebbero sentirsi in dovere di chiarire. Sono richieste quasi inutili, lo sappiamo, ma almeno mostrino dignita’ morale e formale, schierandosi a favore del Dissenso, linfa vitale per la Democrazia, e contro la sua criminalizzazione. “Alle istituzioni e ai singoli cittadini compete prevenire e contrastare l’incitamento all’odio e alla violenza” (Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana).

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