San Giovanni a Piro chiude le porte all’ex generale israeliano: “Ospite non gradito”

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San Giovanni a Piro chiude le porte all’ex generale israeliano: “Ospite non gradito”

SAN GIOVANNI A PIRO (SA) – Il Cilento si divide sulla presenza di Ofer Winter, ex generale dell’esercito israeliano, atteso per una vacanza nel salernitano nella primavera del 2026. Con una mossa politica senza precedenti, il Comune di San Giovanni a Piro ha approvato una delibera di giunta per esprimere ufficialmente il proprio “non gradimento” verso l’ex alto ufficiale.
La posizione del Comune
L’amministrazione guidata dal sindaco Ferdinando Palazzo ha motivato la scelta richiamando i valori di pace e solidarietà che il comune promuove da tempo. La delibera non è un divieto legale d’accesso — atto che non spetterebbe a un ente locale — ma un forte segnale politico. Il provvedimento giunge in seguito alle polemiche legate al ruolo di Winter nelle operazioni militari a Gaza, una figura che per diverse associazioni pacifiste e movimenti politici, come Potere al Popolo, rappresenta una presenza inaccettabile sul territorio nazionale.
Il contesto della vacanza
Winter dovrebbe soggiornare presso l’Hotel Ariston di Capaccio Paestum tra il 31 marzo e il 9 aprile 2026, all’interno di un pacchetto vacanze organizzato. Sebbene la struttura ricettiva si trovi a chilometri di distanza da San Giovanni a Piro, la giunta ha voluto prendere una posizione preventiva, temendo che la presenza dell’ex generale possa innescare tensioni sociali o offendere la sensibilità della comunità locale, storicamente schierata contro ogni forma di conflitto.
Reazioni e polemiche
Mentre la direzione dell’hotel di Paestum ha inizialmente cercato di ridimensionare la notizia, la mobilitazione nel basso Cilento resta alta. “San Giovanni a Piro è terra di accoglienza, ma non per chi ha responsabilità in conflitti che lacerano il diritto internazionale”, si legge tra le righe del dibattito locale.
Il caso solleva ora un interrogativo più ampio sul confine tra accoglienza turistica e posizionamento etico-politico degli enti locali, in un momento in cui le eco del conflitto in Medio Oriente risuonano con forza anche nella provincia italiana.

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