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Rt in calo, tutta Italia zona gialla da lunedì

Tutta Italia zona gialla da lunedì (ristoranti aperti, spostamenti liberi – resta il coprifuoco dalle 23 – e in generale regole meno stringenti) con l’incide Rt che è sceso ancora e la prospettiva del passaggio a breve di alcune Regioni in zona bianca.

L’Italia sarà tutta in area gialla” ha annunciato ieri sui social il ministro della Salute, Roberto Speranza. “E’ il risultato delle misure adottate finora, del comportamento corretto della stragrande maggioranza delle persone e della campagna di vaccinazione. Continuiamo su questa strada con fiducia, prudenza e gradualità” ha scritto il ministro. La nuova ordinanza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, entrerà in vigore a partire dal 24 maggio. In zona gialla dunque anche la Valle d’Aosta, unica Regione attualmente in zona arancione.

In Italia l’indice Rt è sceso a 0.78, la scorsa settimana era 0.86, e questa settimana accelera il calo nell’incidenza settimanale (73 per 100.000 abitanti (10/05/2021-16/05/2021) contro 103 per 100.000 abitanti (03/05/2021-09/05/2021) dati flusso ISS), secondo il monitoraggio della cabina di regia Covid-19. La campagna vaccinale progredisce sempre più velocemente e l’incidenza si avvicina a livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi.

Ieri sono stati registrati 5.218 nuovi contagi e 218 morti, un bilancio, quello delle vittime, ha precisato Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute in conferenza stampa, “dovuto al recupero di dati relativi ai giorni precedenti”. I dati di Covid-19 “parlano chiaro questa settimana. Siamo poco sopra i 5mila nuovi positivi. Quindi sicuramente il trend è in deciso miglioramento” ha sottolineato Rezza. “A cosa è dovuto questo miglioramento? A una serie di fattori – ha illustrato – abbiamo fatto circa 30 milioni di vaccinazioni e abbiamo 20 milioni di vaccinati con almeno una dose. Abbiamo inoltre un certo numero di persone che si sono immunizzate strada facendo, perché ammalate o infettate” e poi guarite “durante questo anno e mezzo” di pandemia, “e questo comporta un aumento della popolazione immune. E inoltre abbiamo preso nei mesi scorsi misure importanti che hanno contribuito a diminuire la trasmissione dell’infezione”. Dunque i dati epidemiologici di questa settimana “ci ispirano un cauto ottimismo. La situazione sta decisamente migliorando ma, al tempo stesso, dobbiamo continuare a monitorarla e ispirarci a comportamenti prudenti e responsabili da parte della popolazione. Come, del resto, sta già avvenendo” ha affermato Rezza.

“Il quadro epidemiologico di questa settimana è in deciso miglioramento” ha spiegato anche Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), durante la conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio della cabina di regia Covid-19. “Nel nostro Paese, la combinazione tra le misure adottate e dei vaccini fa sì che la curva italiana si configuri come assolutamente positiva in questo momento”, ha detto Brusaferro. “Rt questa settimana si colloca su un valore di 0.78 rispetto allo 0.86 della scorsa settimana. Ma il dato più interessante è che il limite superiore è sotto il livello di 1. E questo è importante” ha evidenziato. Il dato dell’occupazione delle aree mediche e delle terapie intensive “è in decrescita. Per le terapie intensive siamo al 19% rispetto al 29% della settimana precedente. Siamo passati da 2.056 casi a 1.689 casi, al 19 maggio. Mentre per quanto riguarda le aree mediche siamo passati al 19%”. E le proiezioni a 30 giorni sono di non saturazione e comunque “indicano un rischio basso in tutte le Regioni”, ha concluso.

“Questa settimana abbiamo il primo dato effettivo dopo le riaperture e direi che sta andando bene” ha commentato all’Adnkronos Salute Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università Statale di Milano. “Speriamo che rimanga così dal punto di vista della progressione – ha aggiunto l’esperto – e che il colpo di coda da parte del coronavirus davvero non ci sia in seguito, comunque, al maggior numero di contatti che le aperture stanno determinando”. Quanto al fatto che alcune Regioni a breve potrebbero passare in zona bianca, Pregliasco ha osservato: “Il bianco dà proprio il senso del liberi tutti, quindi, se dipendesse da me, per il momento lo eliminerei proprio. Posso sembrare un po’ cattivo, lo so. Ma davvero la progressione è importante ed eviterei le zone bianche finché non si è raggiunto almeno il 50% di popolazione vaccinata”.

“Tutti i parametri sono in netto miglioramento, l’incidenza di nuovi casi è in calo in tutte le Regioni” e “al momento non c’è nessun segnale che possa lasciar presagire un’inversione di tendenza. La combinazione tra le vaccinazioni e il caldo estivo sta dando ottimi frutti e al momento le riaperture non hanno dato alcun segnale di pericolo. Quindi sembra che stiamo andando verso una risoluzione del problema Covid. Siamo fuori dal tunnel” ha sottolineato all’Adnkronos Salute Giorgio Sestili, fisico e ideatore della pagina Facebook ‘Coronavirus – Dati e analisi scientifiche’. Cosa fare per non tornare indietro? “Serve continuare a fare il monitoraggio con gli screening – ha raccomandato Sestili – poi tornare a fare contact tracing, visto che l’incidenza sta scendendo sotto i 50 casi su 100mila abitanti. E poi tenere d’occhio molto bene le varianti”.

Mentre Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, ha replicato a quanto scritto dal ministro Speranza sui social: “Mi dispiace contraddire il ministro della Salute Roberto Speranza ma il beneficio in termini di riduzione dei casi non è legato alle chiusure ma è legato ai vaccini. Negarlo è errore. Questi buoni risultati sono legati per un 80% alle immunizzazioni che hanno messo al sicuro gli anziani e fragili, poi il 20% sarà legato alle altre misure. Qui nell’ospedale dove lavoro a Genova registro per il terzo giorno di fila neanche un ingresso Covid al Pronto soccorso, cosa che non si verificava dall’estate 2020”. “Ora però serve più coraggio – ha aggiunto Bassetti – anche con iniziative sulle mascherine o sull’evitare di fare tamponi ai vaccinati: lavoriamo per togliere l’obbligo della mascherina all’aperto iniziando con i vaccinati. Poi chi vorrà potrà continuare anche ad usarla. Ma siamo in una situazione molto buona. Mi auguro – ha concluso – che nel breve si possa tornare a fare tutto: cinema e teatri pieni, stadi con i tifosi. Lo spero vivamente”. (ADNKRONOS)

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