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Roccadaspide.Pugno di ferro contro i cittadini morosi.Decreto ingiuntivo per una donna che dovrà pagare 52mila euro

Pugno di ferro dell’amministrazione comunale di Roccadaspide contro i cittadini morosi. In particolare ha destato clamore la vicenda di una cittadina 50enne residente in località Terzerie, L. L., nei confronti della quale l’amministrazione retta da Gabriele Iuliano ha intrapreso una battaglia legale per recuperare una somma pari ad oltre 52mila euro, relativa al mancato pagamento delle spettanze per la fornitura idrica dal 2007 al 2015. La donna, erede di un’abitazione presso la quale risiede, non ha mai pagato la tassa sull’acqua, arrivando ad accumulare un enorme debito nei confronti dell’ente, nonostante i continui solleciti degli uffici preposti a corrispondere quanto dovuto.

La donna non ha mai ottemperato, nonostante un formale invito da parte del Responsabile del Servizio Contenzioso e una diffida del Responsabile dell’area Economico-finanziaria dell’ente al pagamento della somma dovuta, con relativo preavviso di distacco della fornitura idrica, fino a spingere l’ente ad arrivare ad intraprendere le vie legali, affidando ad un avvocato l’incarico di avviare le necessarie iniziative giudiziarie utili per il recupero della somma.

La vicenda sembrerebbe ad una svolta dopo il decreto ingiuntivo del Tribunale di Salerno che, appurata la gravità della situazione, stabilisce che la donna dovrà pagare la somma di 52.513,24 euro, oltre gli interessi ed altre spese pari a 2.156,50 euro.

La donna “ha diritto di proporre opposizione – si legge nel dispositivo – entro il termine di quaranta giorni, durante il quale gli atti potranno essere consultati in cancelleria, e in mancanza si procederà ad esecuzione forzata”.

Soddisfazione per la risoluzione della vicenda viene espressa dall’amministrazione comunale, per la quale è necessario tutelare l’erario comunale ma soprattutto garantire equità tra tutti i contribuenti. Pertanto dalla casa comunale arriva il monito ai cittadini morosi a corrispondere quanto dovuto all’ente, pena una battaglia legale che non potrà che far valere le ragioni del comune, come ha confermato la vicenda della 50enne.

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