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“Resto al Sud” sarà accessibile per tutti gli under 46 del 2018

La bozza della Legge di Bilancio 2020 consente, per l’anno 2019 e per l’anno 2020, di accedere alla misura di “Resto al Sud” con un’età di 46 anni non ancora compiuti alla data del 1° gennaio 2019 (data di entrata in vigore della L. 145/2018). L’allargamento del limite di età è presente nella bozza del disegno di legge di bilancio, aggiornato al 29 ottobre 2019. All’art. 38, del disegno di legge, si legge che al decreto legge del 20 giugno 2017 (decreto di Resto al Sud) viene aggiunto l’art. 2 bis, che si riporta:  “Per l’anno 2019 e per l’anno 2020, il requisito del limite di età di cui al comma 2, come modificato dall’articolo 1, comma 601, lettera a), della legge 30 dicembre 2018, n. 145, si intende soddisfatto se posseduto alla data di entrata in vigore della legge n. 145 del 2018”.

Il comma 601, della legge sopra richiamata 145/2018, ha innalzato l’età per l’accesso a “Resto al Sud” da 35 a 45 anni, e concesso l’accesso alla misura anche ai liberi professionisti.

L’art. 2 bis, proposto nel disegno di legge per l’anno 2020, fa riferimento “alla data di entrata in vigore” della Legge di Bilancio dello scorso anno (L. 145/20108), ovvero alla Gazzetta Ufficiale del 31/12/2018, il cui comma 601 è entrato in vigore il 1° gennaio 2019.

Si può ritenere, pertanto, che tutti coloro che non avevano compiuti 46 anni, alla data del 1° gennaio del 2019, potranno accedere alla misura di “Resto al Sud”, anche se nell’anno 2020 avranno un’età superiore ai 45 anni.

Il requisito del limite di età varrà anche per i Comuni delle Regioni Lazio, Marche e Umbria, aggiunti, al decreto di “Resto al Sud” con l’art. 5 del Decreto Legge 24 ottobre 2019, n. 123, intitolato “Disposizioni urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici”.

La misura di “Resto al Sud”, definita anche anti spopolamento dal Premier Giuseppe Conte, mira a incentivare le attività imprenditoriali nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, e ora anche alle Regioni del Lazio, Marche e Umbria. Si rivolge sia ai giovani imprenditori che ai liberi professionisti.

Ricordiamo che la misura di “Resto al Sud” nasce per le nuove imprese e prevede il finanziamento fino al 100% delle spese ammissibili.

La misura, infatti, permette di ottenere un contributo a fondo perduto del 35% e un finanziamento bancario del 65% a tasso zero, da restituire in otto anni.

L’importo che si potrà ricevere va da 50.000 euro per le iniziative presentate da un unico soggetto a 200.000 euro per le ipotesi di associazione tra più soggetti. Possono presentare la domanda le imprese individuali, le società di persone, le società di capitali e le società cooperative ed anche i liberi professionisti.

L’accesso ai benefici della normativa “Resto al Sud”, accordato anche ai liberi professionisti rileva molto, unitamente all’innalzamento dell’età da 35 a 45 anni, ed ora anche con la fissazione del limite temporale dell’età alla data del 1° gennaio 2019, come previsto nella bozza della Legge di Bilancio per il 2020. Aumenta, così, di larga misura il numero di soggetti che vogliono iniziare una nuova attività d’impresa o anche di lavoro autonomo.

Per i professionisti ricordiamo che non devono risultare, nei dodici mesi precedenti, titolari di partita iva per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta con l’istanza per il contributo.

A mo’ d’esempio Invitalia, su questo punto, chiarisce che potranno beneficiare delle agevolazioni i professionisti, ex dipendenti di uno studio, che vorranno aprirne uno proprio o chiunque voglia uscire da una situazione di precariato o lavoro irregolare.

Importante è sapere che per presentare la domanda non ci sono scadenze e graduatorie. Invitalia esamina i progetti in base all’ordine cronologico di arrivo e ne valuta la sostenibilità tecnico-economica, dando una prima risposta formale entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza.

Per i liberi professionisti si attende ancora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il decreto, dopo l’iter di rito (visto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Economico, del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti) dev’essere, ora, solo pubblicato. A seguito della pubblicazione Invitalia aprirà una piattaforma, dedicata per la presentazione delle nuove domande, e fornire altre modalità operative con una nuova circolare.

Per quanto innanzi, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2020, potranno presentare la domanda di “Resto al Sud” anche coloro che dal 2 gennaio 2019 hanno compiuto l’età di 46 anni. In base alle precedenti disposizioni erano ritenuti decaduti dall’accesso ai benefici della misura di sostegno.

Conviene avviarsi per tempo e iniziare a predisporre il business plan e tutta la documentazione relativa al progetto.

Si ricorda che per presentare la domanda bisogna disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta certificata (PEC) valido e attivo (tutte le comunicazioni avvengono esclusivamente via PEC).

Invitalia esamina i progetti in base all’ordine cronologico di arrivo e ne valuta la sostenibilità, dando una prima risposta formale entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza.

Per avere altri dettagli, sul contributo a fondo perduto e sul finanziamento a tasso zero di “Resto al Sud”, si rinvia alle pagine del sito di Invitalia, ai video tutorial e alla pagina di in viaggio con Resta al Sud.  (Luca De Franciscis – SALERNONOTIZIE)

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