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giovedì, Maggio 26, 2022
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Relazione Semestrale DIA, la mappa del crimine in provincia di Salerno

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Relazione Semestrale DIA, la mappa del crimine in provincia di Salerno

SALERNO. Pubblicata la relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento, sull’attività svolta ed i risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia, relativa al primo semestre 2021. In provincia di Salerno, la criminalità organizzata si inquadra in uno scenario disomogeneo che muta in base alle caratteristiche economiche e sociali dei territori, dove però l’equilibrio creatosi nei rapporti tra i vari gruppi ciminali si basa su stabili e consolidate convergenze di interessi, con accordi, alleanze e canali comuni che consentono di evitare scontri e conflitti.

In crescita le cosiddette ‘petrolmafie’ con infiltrazioni delle ‘ndrine calabresi e del clan dei Casalesi negli affari legati al commercio illecito di carburanti.  A Salerno città continua ad essere quello dei D’Agostino il clan egemone nello spaccio di droga; nell’Agro Nocerino-Sarnese, invece, spiccano le famiglie Mariniello e Serino; a Scafati i sodalizi D’Alessandro, Cesarano e Ridosso-Loreto, mentre a Pagani continua l’influenza dei Fezza-Petrosino-D’Auria.

Nel Cilento, permangono le illecite attività dei sodali del clan nomade dei Marotta ad Agropoli ed una silente attività di organizzazioni locali dedite al condizionamento degli appalti pubblici, alla luce di recenti operazioni condotte dai carabinieri. Per la prima volta dopo anni, infine, la città di Capaccio Paestum non viene più menzionata direttamente nella relazione semestrale della DIA, dopo il progressivo ridimensionamento e smantellamento del locale clan Marandino. Per la città dei Templi solo una citazione, in grafica, per l’attività di isolati sodali del sodalizio di estrazione cutoliana.

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