Regione Campania – Sanità, i fondi per le cure sono finiti. Stop ad analisi ed esami di radiologici

A breve i cittadini campani subiranno uno diminuzione dei loro diritti. O meglio, del diritto più importante, quello alla salute. Anche quest’anno infatti, in Campania i fondi stanziati per le strutture sanitarie convenzionate termineranno prima del previsto determinando quindi un danno considerevole per gli utenti. Studi di categoria stimano che dal 27 settembre non saranno più possibili gli esami di radiologia, dal 30 si arriverà allo stop per le analisi, le prestazioni cardiologiche e l’assistenza diabetologica. E dal 16 ottobre si fermerà anche la medicina nucleare. Il servizio pubblico che continuerà comunque a funzionare non può gestire l’ingente richiesta di cure e questo si traduce in liste d’attesa di mesi. Va da sé che chi ha bisogno di curarsi in maniera repentina non può far altro che pagare di tasca propria, o lasciare la propria casa, per affidarsi al servizio sanitario di un’altra regione (con un aggravio di circa 300 milioni annui per le casse regionali). Un vero e proprio calvario soprattutto per chi affronta patologie oncologiche. Basti pensare che in Campania (con 5.8 milioni di abitanti), si contano 16 centri specializzati di cui 7 pubblici, 8 accreditati e uno privato. Nel 2014 sono stati trattati 10mila pazienti dei circa 14 mila attesi. Questo vuol dire che circa 4000 o sono migrati oppure, peggio, non hanno fatto la radioterapia. “Un ulteriore schiaffo – sostiene Rosario Stornaiulo, Presidente Federconsumatori Campania – per chi vive in una terra che per anni, ha subito (e continua a subire), un vero e proprio biocidio, tanto da meritarsi il nome di “Terra dei Fuochi”. Di nuovo i Campani, nonostante paghino le tasse come tutti (ed in alcuni casi più di tutti), vengono trattati come cittadini di seconda fascia”. Basti pensare che secondo degli studi scientifici i ricoveri nel primo anno di vita per tumori sono di circa il 51% in più nella provincia di Napoli e il 68% in più in quella di Caserta rispetto alla media nazionale. Siamo l’unica regione d’Italia dove l’incidenza di tumori nella popolazione cresce invece che diminuire ed invece di avere un’attenzione particolare si fa l’esatto opposto, ovvero si lascia la popolazione abbandonata a se stessa. Ad incidere sono anche i criteri adottati per la ripartizione del finanziamento, che viene rilasciato in base all’età della popolazione e non al numero di abitanti, senza considerare che dal 2010 abbiamo subito un taglio di oltre 500 milioni di euro dal 2010. L’esaurimento anticipato del budget esprime una scelta pianificata che in ragione di logiche di risparmio di spesa nega un diritto ai cittadini. “Una situazione francamente indecorosa – continua Stornaiuolo – ho ancora in mente lo slogan elettorale del Governatore Vincenzo De Luca, che recitava “Mai più ultimi”, in verità a furia di essere ultimi, oramai siamo considerati dei cittadini di serie B”.

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