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Ravello: Sindaco chiede allontanamento del giornalista, poi sospende seduta

Nervi tesi ieri sera nel corso del Consiglio Comunale di Ravello tanto che il sindaco Salvatore Di Martino, in preda a un impulso di ira, ha chiesto l’allontanamento dalla sala del giornalista Emiliano Amato. Il direttore responsabile de Il Vescovado aveva chiesto al segretario generale Pasquale Marrazzo di placare le invettive del primo cittadino nei confronti della stampa libera. Un vero e proprio delirio, un attacco diretto al nostro mezzo d’informazione seppur senza mai citarlo, nel massimo consesso democratico chiamato ad amministrare la cosa pubblica.

Argomento di discussione la chiusura della storica edicola di piazza Vescovado.

«Dire come ha fatto qualche giornalista sul quotidiano che il Comune non ha fatto niente evidentemente non conosce nemmeno la normativa che regola l’edicola, oramai è libera (la licenza ndr) la può prendere chiunque, il Comune non può costringere uno a dare gratuitamente un fabbricato. Quindi chi scrive queste cose dovrebbe saperle scrivere, non può azzardare sempre il Comune. Il Comune ha fatto cose bellissime in questo paese e lo stesso giornale di tutto ciò non ha mai parlato, la qualcosa deve preoccupare non me ma voi ravellesi, l’immagine di Ravello e gli operatori turistici di questo paese, che sponsorizzano (il giornale ndr)».

Durante il suo intervento il sindaco, seppur non citandolo, ha rivolto più volte il suo sguardo verso il direttore Amato seduto nella prima fila e che a quel punto chiede al segretario comunale di mettere a freno il primo cittadino, oramai a ruota libera nelle aspre critiche, ben identificabili verso la propria attività giornalistica.

Ed ecco che Di Martino va su tutte le furie tanto da alzarsi dalla sedia e inveire contro il giornalista: «Lei non deve parlare col segretario, deve stare zitto, la faccio allontanare, deve stare zitto, non mi può interrompere» mentre Amato (cittadino ravellese, già consigliere comunale), senza scomporsi, continua a difendere la propria linea, mai gradita all’avvocato e più volte in passato presa di mira.

«Non sto parlando di lei, sto dicendo: qualcuno scrive queste cose. Può darsi pure che parli di lei, poi me lo dirà in tribunale, mi citi in tribunale, adesso deve stare zitto» ribatte Di Martino, visibilmente alterato e in grande difficoltà davanti a uditori e alle telecamere per la trasmissione dell’adunanza in diretta web, tanto da invitare l’agente della Polizia Locale ad allontanare il cronista dalla sala. (Salernonotizie)

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