Processo Fortunato, in aula parla l’ex parroco: «A Santa Marina un clima di timore»

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Processo Fortunato, in aula parla l’ex parroco: «A Santa Marina un clima di timore»

LAGONEGRO – «Non si muove foglia che Giovanni non voglia. A Santa Marina Fortunato era il deus ex machina». Non usa giri di parole don Antonino Savino, ex parroco del paese, sentito nell’ultima udienza al Tribunale di Lagonegro. Davanti al giudice Edivige Centore, il sacerdote ha confermato quanto già dichiarato in sede di indagini preliminari, descrivendo un clima cittadino segnato dalla paura di ritorsioni per chiunque non si allineasse all’ex sindaco Giovanni Fortunato. Quest’ultimo è alla sbarra insieme ad altri sei imputati, accusati a vario titolo di corruzione, concussione e lottizzazione abusiva.

Le accuse degli imprenditori

Secondo la ricostruzione emersa dalle testimonianze, l’ex primo cittadino avrebbe esercitato pesanti ingerenze sull’ufficio tecnico comunale in materia di edilizia privata. In aula sono sfilati diversi testimoni chiave:
  • Il caso dei permessi: Demetrio Garozzo, titolare della De.Ga.Gel, ha riferito di presunte intromissioni del sindaco nella gestione di pratiche e permessi, soffermandosi anche sulla gestione societaria di un lido balneare. 
  • La richiesta di denaro: Francesco De Biase ha raccontato al giudice di una richiesta di 7.000 euro avanzata dall’ex sindaco per la sistemazione di un muro di contenimento, crollato a causa del dissesto di una strada comunale. Una somma che l’imprenditore ha dichiarato di non aver mai versato. 

    Il colpo di scena in aula

    La tensione è salita quando ha chiesto la parola l’imprenditore immobiliare Nicola Tortora, imputato nel filone legato al pagamento di una presunta tangente. Tortora ha annunciato a sorpresa di aver denunciato per falsa testimonianza l’ingegner Capozzoli – il quale, nella scorsa udienza, aveva confermato di aver ricevuto le confidenze sulla mazzetta – dichiarando fermamente di non averlo mai conosciuto né incontrato. Una versione subito appoggiata anche da un altro imputato, Antonio La Montagna.

    Scontro sull’utilizzabilità degli atti

    La mossa della difesa ha scatenato la dura reazione dell’accusa. Il pubblico ministero Vittorio La Sala e l’avvocato delle parti civili, Franco Maldonato, si sono opposti all’acquisizione della querela. «Questa denuncia è un espediente per far entrare nel processo documenti non utilizzabili a norma di legge», ha tuonato l’avvocato Maldonato, definendo l’atto inutile ai fini dell’attuale ricostruzione dei fatti.

    Il Tribunale si è riservato di decidere sull’acquisizione sia della denuncia contro Capozzoli, sia dei file contenuti in una pendrive presentata dalla difesa. Il processo è stato aggiornato al prossimo 8 settembre.

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