Palinuro, area trasformata in discarica abusiva: scatta il sequestro
Un’area di circa 1.500 metri quadrati trasformata in una vera e propria discarica abusiva è stata sequestrata il 4 marzo scorso a Palinuro, nel territorio comunale di Centola.
Il provvedimento di sequestro preventivo è stato eseguito dal Nucleo Operativo di Polizia Ambientale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Palinuro, in collaborazione con il Comando Stazione Carabinieri Forestali di Pisciotta, su decreto del Gip del Tribunale di Vallo della Lucania, su richiesta della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania.
Oltre mille metri cubi di rifiuti
All’interno dell’area, situata in località Portigliola, sono stati rinvenuti oltre 1.000 metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi. Contestualmente è stato disposto anche il sequestro di quattro veicoli utilizzati per il trasporto e il deposito illecito dei materiali.
Le indagini, condotte anche attraverso l’installazione di sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di documentare abbandoni quotidiani di rifiuti, talvolta ripetuti più volte nell’arco della stessa giornata. Tra gli episodi più gravi, quello che vedrebbe coinvolti anche addetti di una società che gestisce un centro di raccolta autorizzato.
Area vincolata e rischio ambientale
Il sito si trova a pochi metri dall’argine del fiume Lambro e ricade nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, zona sottoposta a vincoli paesaggistici per l’elevato valore ambientale. Il sequestro si è reso necessario per impedire la prosecuzione delle condotte illecite, considerata l’estensione dell’area e la quantità di rifiuti accumulati, tali da configurare le caratteristiche tipiche di una discarica abusiva. Sono otto le persone attualmente indagate per il reato di abbandono di rifiuti. La misura cautelare reale è impugnabile e la responsabilità penale degli indagati potrà essere accertata solo all’esito del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.



