Musica e «ape» sul lido, a Camerota giovani accalcati senza protezioni

MARINA DI CAMEROTA Si potrebbe parafrasare «Agosto distanziamento non ti conosco», quello che da una decina di giorni accade sulla bellissima spiaggia del Mingardo nel territorio del Comune di Camerota, e in particolare in un lido, il Ciclope Beach, che prende il nome dalla storica discoteca sotto le rocce, sequestrata alcuni anni fa in seguito ad alcuni incidenti, di cui uno mortale. Preoccupa l’happy hour organizzato dallo stabilimento balneare e che fa accorrere dalle 17 di pomeriggio, già dallo scorso 7 agosto, tutti i giorni, centinaia e centinaia di giovani che si accalcano sia nella struttura del lido che tra gli ombrelloni, la maggior parte di loro senza alcun distanziamento ed indossando la mascherina o come un collare, oppure come un bracciale. L’allarme è partito da alcuni genitori, in ansia per quanto avevano appreso direttamente dai loro figli, e avevano anche visto da alcune foto sui social. E allora ci siamo voluti rendere conto di persona se quanto denunciato rispondesse al vero e ieri pomeriggio ci siamo presentati sulla spiaggia del lido. Erano da poco passate le 18,30, mentre ancora arrivavano da ogni lato ciurme di ragazzi. La scena che ci si è presentata, peraltro in questo periodo di grande allarme per il Covid e di ordinanze regionali e comunali, è stata davvero surreale: la stragrande maggioranza dei ragazzi, accalcati uno sull’altro, anche sopra la struttura in legno del lido dove era in corso una performance canora live. Pochissimi, quelli che indossavano correttamente la mascherina. Sembrava una scena dell’anno scorso, dell’estate 2019, quando già il Ciclope Beach organizzava simili pomeriggi in spiaggia. Come se quest’anno non fosse accaduto nulla in Italia e nel resto del mondo. E come si può vedere dalle foto, il distanziamento tra i giovani è pari a zero.

Stessa sorte per chi accede al lido dal parcheggio sulla strada. Tutti in fila senza mascherina, uno attaccato all’altro per pagare la consumazione. Per completare il quadro, a quello del distanziamento e delle norme anti-Covid non osservate, si aggiunge anche un problema di viabilità all’esterno del lido perché proprio a causa degli avventori dell’happy hour organizzato dal Ciclope Beach, si formano code chilometriche da Marina di Camerota in direzione Palinuro con soste selvagge e grandissimi disagi per chi dalla spiaggia deve far ritorno a casa.

Ma la cosa sicuramente più paradossale è che tutti sanno ciò che accade da giorni, ogni pomeriggio e sera su questa spiaggia, ma nessuno effettua controlli ad hoc. Abbiamo segnalato al sindaco di Camerota quasi in diretta ciò che stava accadendo, avvertendolo che si violava palesemente la sua stessa ordinanza anti-Covid. «Io più di quello che sto facendo non posso in questo Comune – ha risposto il sindaco Mario Scarpitta – domani mattina (oggi per chi legge, ndr) abbiamo già in programma di inviare davanti al parcheggio del Ciclope Beach polizia municipale e carabinieri». Probabilmente però il primo cittadino si riferiva alle questioni di viabilità. E le norme anti-Covid? Perché non inviare la municipale durante il party per i controlli? Al momento non è ancora avvenuto.  (Paolo Picone – Corriere del Mezzogiorno)

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