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Montecorice, morto durante tso. Consulente del pm: ”Nesso con i farmaci”

Un nesso c’è tra la morte di Massimiliano Malzone e i farmaci somministratigli in dodici giorni di trattamento sanitario obbligatorio, ma non è tale – secondo la relazione consegnata in Procura dal consulente Adamo Maiese – da concretizzare una responsabilità dei medici che decisero la terapia. E’ questa, in sintesi, la conclusione a cui giunge il medico legale e sulla cui base gli inquirenti dovranno decidere ora se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio o valutare l’archiviazione. Era l’8 giugno quando il 39enne di Montecorice morì d’infarto nell’ospedale di Sant’Arsenio. Ora la consulenza richiesta dal m rivela che l’uomo fu sottoposto anche ad una contenzione fisica, sebbene non continua e mai  con il blocco di tutti gli arti. Ma ai familiari basta questo, insieme ai risultati degli esami tossicologici, per chiedere che si vada comunque a un processo per omicidio colposo o almeno per sequestro di persona, visto che durante il ricovero non ebbero possibilità di vederlo. Per il medico legale la morte “può essere relazionata all’azione sinergica dei vari neurolettici che, assunti durante il ricovero, hanno determinato lo sviluppo di una sindrome dell’aritmica maligna. Si può asserire che lo sviluppo dell’aritmia maligna, causa della morte di Malzone, è da correlare all’azione sinergica dei vari neurolettici assunti durante la degenza in regime di tso”. Tuttavia non risulterebbero controindicazioni alla terapia praticata, perché l’elettrocardiogramma non aveva rivelato fattori di rischio e quindi la morte “non risultava prevedibile e preventivabile”. In definitiva “il decesso non è da porre in correlazione causale con il tso, non essendo evidenziabili profili di imperizia, imprudenza e negligenza”. Conclusioni che il legale della famiglia giudica contraddittorie. “Non tengono in debito conto – afferma l’avvocato Michele Capano – gli esami del sangue che hanno rivelato la presenza di uno dei farmaci in dose al di sopra del livello terapeutico e peraltro in interazione con ben altri otto farmaci”. Capano annuncia l’opposizione ad eventuali richieste di archiviazione.(La Città)

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