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Monica Guerritore ad Ascea: “nel Cilento mi sono innamorata delle alici di Menaica”

Il Cilento continua ad essere ‘terra di scoperta’ e meta ambita estiva per tantissimi vip del mondo della politica, come il premier Giuseppe Conte pizzicato ad Agropoli, oppure come i vari Giancarlo Magalli, Lino Banfi, magnati provenienti da altre zone del mondo con i loro yacht, e ultimo solo in termini di apparizione, il noto cantante Biagio Antonacci, beccato sulle spiagge di Ascea. Non è stata da meno l’attrice Monica Guerritore, arrivata per un appuntamento di Velia Teatro, che ha postato sui social: “In Cilento e ad Ascea mi sono innamorata delle Alici di Menaica”. L’antichissima tecnica di pesca, un tempo diffusa su tutte le coste del Mediterraneo, in particolare a Marina di Pisciotta, un piccolo borgo sulla costa, a metà strada tra Velia e Capo Palinuro, sopravvive grazie a un gruppo di pescatori, non più di sette, otto barche, che escono in mare la notte con barca e rete (entrambe si chiamano menaica o menaide, anticamente minaica). Le “alici di menaica” si pescano nelle giornate di mare calmo, tra aprile e luglio: si esce all’imbrunire e si stende la rete sbarrando il loro percorso al largo. La rete le seleziona in base alla dimensione, catturando le più grandi e lasciando passare le piccoline. Nervose e guizzanti, le alici, una volta intrappolate, perdono velocemente gran parte del loro sangue. Con la forza delle braccia si tira in barca la rete e, delicatamente, si estraggono dalle maglie, una a una, staccando la testa ed eliminando le interiora. Poi si sistemano in cassette di legno e – fatto molto importante – non si utilizzano né il ghiaccio né altri tipi di refrigerante per il trasporto. Le alici vanno lavorate immediatamente: prima si lavano in salamoia e poi si dispongono in vasetti di terracotta, alternate a strati di sale. Quindi inizia la stagionatura, che avviene nei cosiddetti magazzeni, locali freschi e umidi dove un tempo, prima che nascesse il porto, si ricoveravano anche le barche. Qui le alici devono maturare, ma senza asciugare troppo, almeno tre mesi.
Le alici di menaica sotto sale si distinguono per la carne chiara che tende al rosa e per il profumo intenso e delicato, che le rende assolutamente uniche. Si mangiano fresche o sotto sale, crude o cotte e molte ricette sono semplicissime. L’attrice romana, ha così avuto modo di apprezzare il meglio dei prodotti locali durante la cena organizzata al termine dello spettacolo, e soprattutto ha sottolineato come nel Cilento patria della dieta mediterranea, vengano profuse tante energie nella pesca, nella coltivazione e, più in generale, nel vivere. “Non che questa cura e amore non sia anche nel resto d’Italia – si legge sulla pagina Facebook dell’attrice romana -, ma è soffocata da altro…invece ogni volta che scendo sotto Roma…ieri il bellissimo Cilento, la sua gente, il mare, gli scavi archeologici…la storia straordinaria della nostra (sono del Sud) grande terra mi dico che la resistenza alla invasione della ‘grande distribuzione’, è una frontiera dello spirito. A cui io aderisco – ha concluso la Guerritore -” (Omar Domingo Manganelli)

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