Mare e depurazione, il report shock di Goletta Verde: maglia nera alla provincia di Salerno. I dati sul Cilento

Turismo

Mare e depurazione, il report shock di Goletta Verde: maglia nera alla provincia di Salerno. I dati sul Cilento

CAMPANIA – Mare inquinato e carenze depurative croniche. È un quadro a tinte fosche quello delineato dal bilancio campano di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente presentata in conferenza stampa a Napoli. Su 31 punti campionati lungo le coste della regione, ben 15 (il 48%) sono risultati oltre i limiti di legge per la presenza di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Nel mirino ci sono soprattutto le foci dei fiumi, chiaro segnale di un sistema di depurazione che continua a fare acqua. 

Salerno è la provincia più critica

A preoccupare maggiormente è il territorio della provincia di Salerno, che si aggiudica la maglia nera regionale: l’83% dei punti monitorati (10 su 12) è fuori norma.
I tecnici hanno riscontrato una situazione di forte inquinamento alla foce del Regina Minor a Minori, del fiume Irno a Salerno, del Picentino (tra Salerno e Pontecagnano), del torrente Asa a Pontecagnano Faiano, del Tusciano e del canale di scarico a Marina di Eboli.

Focus Cilento: promossi e bocciati

Spostando lo sguardo verso l’area sud del salernitano e la costa del Cilento, i dati mostrano luci e ombre.
  • I punti critici: Risulta “fortemente inquinato” il punto campionato a Capaccio Paestum alla foce del rio presso via Poseidonia 441 (località Laura). Giudizio di “inquinato”, invece, per la foce di Capo di Fiume (località Torre-Licinella), per la foce del fiume Solofrone (tra i comuni di Capaccio Paestum e Agropoli) e per la foce del canale presso la spiaggia tra Caprioli e Palinuro, nel comune di Centola.
  • Le oasi felici: Escono a testa alta dal monitoraggio la foce del fiume Testene ad Agropoli e la spiaggia di fronte al rio Arena (località Ogliastro e Baia Arena, tra i comuni di Castellabate e Montecorice), i cui campioni sono risultati entro i limiti di legge.

L’allarme cartellonistica: bagnanti disinformati

Oltre alla qualità delle acque, Legambiente lancia un forte campanello d’allarme sulla trasparenza e l’informazione. Nel 91% dei punti monitorati mancano i cartelli informativi sulla qualità della balneazione. Inoltre, in ben 26 punti su 31 i tecnici non hanno trovato alcuna indicazione sui divieti di balneazione. Una carenza grave, soprattutto perché le spiagge libere adiacenti alle foci dei fiumi vengono regolarmente frequentate dai bagnanti.
“Sappiamo che le foci dei fiumi non sono balneabili – spiegano da Legambiente – ma crediamo sia dovere delle amministrazioni costiere provvedere a una corretta e trasparente informazione per tutelare i cittadini”.

 

Altri articoli

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Pubblicità -spot_img

Cronaca