Licusati: ieri manifestazione per ricordare le tradizioni della notte di San Giovanni

La parola solstizio deriva dall’espressione Sol (sole) Stat (rimane, si ferma). Astronomicamente i giorni che vanno dal 19 al 24 giugno sono quelli nei quali il sole raggiunge la massima inclinazione positiva rispetto all’equatore e pare fermarsi prima di iniziare la sua parabola discendente che riporterà lentamente l’autunno e l’inverno. Il 24 Giugno, quindi, era considerato giorno sacro nelle tradizioni precristiane e infatti la festa cristiana di San Giovanni si è innestata su una precedente celebrazione pagana chiamata Lithia, che veniva celebrata il 24 giugno con riti propiziatori cari alla cultura contadina e soprattutto con l’accensione dei falò. In questo particolare periodo dell’anno, la natura raggiunge il suo massimo splendore, e per proteggere il raccolto da eventi metereologici avversi, era necessario un rituale propiziatorio che tenesse le colture al riparo da temporali, grandinate e siccità. Ma la vera magia accade proprio la notte tra il 23 e il 24: secondo la leggenda Camerotana (credenze diffuse un po’ in tutto il Cilento) infatti nel cielo si vede passare “u` travu ri Foco”. Si narra che queste due comete non siano altro che le anime dannate di Salome` e sua MADRE ERODIADE, le quali furono le artefici della decapitazione di San Giovanni. Quando Erode Antipa sotto esplicita richiesta della nipote, fece portare la testa del Santo su un piatto d’argento, la leggenda narra di un alito di vento gelido gli uscì dalla  bocca del decapitato facendo volare via le due sprovvedute. La litania che le nostre nonne ancora narrano si recita davanti  ad un catino pieno d’acqua esposto ai raggi di luna… “Figlia, figlia picchi Lu facisti!” “Mamma, mamma pi chi mu ricisti!” nenia ad indicare l’eterno pentimento delle due. “Ieri sera 23 giugno dal tramonto l’Associazione Poseidonia in collaborazione con l’Associazione Turistica Terra&Mare hanno voluto rappresentare attraverso la maestria della guida locale prof. Arnaldo D’Alessio e la partecipazione della sacerdotessa di rito protestante, Katharine (che ha letto e cantato inni alla Luce), le tradizioni legate alla vigilia della notte di San Giovanni” – così ha commentato una raggiante Sofia Calicchio dell’Associazione Terra&Mare – la quale ha poi aggiunto: l’emozione e la partecipazione dei presenti è stata palpabile, l’intento di narrare e tramandare le nostre usanze e tradizioni è stato ampiamente apprezzato dai partecipanti, soprattutto i più giovani”.
Omar Domingo Manganelli

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