Home / Economia / La riforma delle Bcc, i vincoli con i territori tra rigore e autonomia

La riforma delle Bcc, i vincoli con i territori tra rigore e autonomia

Il Decreto “Milleproroghe” prevede elementi di discontinuità rispetto alla riforma del Governo Renzi delle BCC elevando la loro partecipazione al capitale della capogruppo al 60% e rafforzando la loro presenza nel Cda di questa, ma molto resta ancora da fare per uniformare la riforma alla Costituzione, che, all’art. 45, riconosce la “funzione sociale” unicamente alle cooperative a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.

L’art. 45 della Costituzione vincola la legge ordinaria a garantirne il carattere e le finalità delle imprese cooperative. Nel caso delle BCC il legislatore dovrà garantirne l’autogestione, l’assenza di intonazione speculativa, il ruolo localistico.

La riforma del Governo Renzi (legge n. 49/2016) non aveva rispettato la direttiva costituzionale ed aveva trasformato le circa 300 BCC in sportelli decentrati di capogruppo costituite in forma di Spa, per seguenti finalità speculative, dotate di ampi, invasivi poteri di direzione e controllo sulle BCC, incompatibili con l’autogestione che costituisce la connotazione identitaria della categoria.

La parziale, timida discontinuità introdotta dal Decreto Milleproroghe rispetto alla snaturante riforma del Governo Renzi dovrà essere completata in occasione della conversione in legge del Decreto nel settembre prossimo. Siamo impegnati nello sforzo di espungere dai poteri della capogruppo quello di direzione, che implica la facoltà di interventi sostitutivi, penetranti e invasivi, incompatibili

con il principio di autogestione delle cooperative conformi al modello costituzionale. Sarà sufficiente prevedere che la capogruppo abbia soltanto poteri di coordinamento e di indirizzo strategico ed è necessario precisare che i suoi poteri di nomina e revoca degli amministratori delle BCC possono esercitarsi solo in caso di gravi irregolarità gestionali e/o di perdite patrimoniali di notevole gravità e/o di gravi e ripetute violazioni di norme di legge e di statuto e degli indirizzi strategici della capogruppo.

Sarà, poi, necessario rimodellare il patto di coesione, che disciplina la partecipazione delle BCC al gruppo, adattandolo alle riforme disposte con il Milleproroghe e completate dalla legge di conversione. Il rinnovato patto di coesione garantirà l’autonomia delle BCC al massimo possibile quando siano correttamente amministrate e immuni da criticità e ne assicurerà la conservazione del ruolo localistico quali banche di prossimità, vicine alle esigenze di agricoltori, commercianti, artigiani, piccole imprese, famiglie: tradizionali prenditori di prestiti, generalmente di ridotto importo, concessi con decisioni adottate in sede locale, con apprezzabile ed imperdibilespeditezza. (di Francesco Castiello *Senatore della Repubblica Movimento Cinque Stelle)

Vedi anche

La crisi del “mattone” Cala il valore delle case

SALERNO. Prezzi degli immobili a Salerno diminuiti nell’ultimo trimestre del 2,7% e va peggio in …

Centola.”La settimana della Cultura” oggi presentazione della seconda edizione presso la sede del Parco

VALLO DELLA LUCANIA – Sabato 25 maggio 2019, alle 15.30, presso la sede del Parco …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi e Accetta