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Imma Vietri (FdI): «Solo tagli alla sanità, aumentano i campani che si curano fuori regione»

«Lo “stato di salute” dell’economia campana è sempre più precario. Il report della Banca d’Italia sulla nostra regione ha messo in mostra, cifre alla mano, quello che era già sotto gli occhi di tutti, vale a dire che la situazione negli ultimi anni è peggiorata», afferma Imma Vietri, dirigente di Fratelli d’Italia. Il focus sulla Campania curato da Bankitalia spiega che gli effetti della crisi del 2008 si sono protratti fino al 2013 per poi registrare una inversione di tendenza, con una ripresa che, però, “negli anni più recenti ha perso progressivamente vigore”. «Il dato sui consumi è esemplificativo. Ebbene, il report spiega che la fase di moderata ripresa avviatasi nel 2015, già nel 2018 aveva mostrato un rallentamento per indebolirsi ulteriormente nel 2019. Appare evidente come le misure anticicliche messe in campo dalla giunta di centrodestra guidata da Stefano Caldoro – sostiene la dirigente di FdI – avessero cominciato a produrre i loro effetti, vanificati da chi, subentrato a Caldoro, ha voluto invertire la rotta con effetti catastrofici».

Tra i tanti settori presi in esame dalla Banca d’Italia, Imma Vietri si sofferma su uno che rappresenta la voce di spesa più consistente del bilancio regionale, ma soprattutto il servizio a cui la gente tiene di più e cioè la sanità. «I cittadini campani continuano a preferire altre realtà italiane per curarsi. Il report di Bankitalia lo dice a chiare lettere: la quota di pazienti campani curati in strutture fuori regione è passata dal 7,3 per cento nel 2014 all’8,8 nel 2018. Del resto, come dar torto a quanti decidono di intraprendere i cosiddetti viaggi della speranza? Se da noi gli ospedali chiusi non sono mai stati rimessi davvero in funzione e quelli attivi presentano spesso gravi carenze strutturali – osserva l’esponente di Fratelli d’Italia – perché i cittadini campani dovrebbero scegliere una struttura locale?».

Il problema principale resta la carenza degli organici. La Campania, prima della pandemia, aveva una dotazione di personale ospedaliero inferiore a quella media delle altre regioni dovuta anche ad una riduzione che è stata superiore a quella registrata nelle altre regioni sottoposte al Piano di rientro. Con le rimesse dello Stato per fronteggiare l’emergenza Covid sono state fatte assunzioni prevalentemente a tempo determinato. «Il personale sanitario è costretto a farsi in quattro per garantire i servizi. Altro che “mai più ultimi”, ancora una volta i numeri confermano quelle che sono le impressioni generali e inchiodano alle proprie responsabilità chi – conclude Imma Vietri – nasconde i fallimenti dietro facili slogan».

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