Illecite assunzioni di congiunti come operai presso la Comunità Montana “Gelbison e Cervati”: assolti gli imputati

Dopo 6 anni il Tribunale Penale di Vallo della Lucania ha assolto con sentenza pubblicata il 9
luglio u.s. dall’accusa di concorso in abuso d’ufficio (perché il fatto non sussiste) Edmondo Lava
ed altri imputati, difesi dagli avvocati Vincenzo Cannavacciulo e Francesco Castiello, per avere
favorito illecite assunzioni di congiunti come operai presso la Comunità Montana “Gelbison e Cervati” violando il divieto di astensione dalle relative decisioni. La sottoposizione a processo penale non è stata indolore per gli imputati che sono stati allontanati dalla loro sede lavorativa (Ufficio di Collocamento in Vallo della Lucania) per essere trasferiti: il Lava a Sapri ed il Cresciullo ad Agropoli con tutti i disagi e gli oneri relativi ai viaggi quotidiani per raggiungere dalla loro residenza i nuovi uffici, in un logorante andirivieni giornaliero che ha comportato la
consumazione di una parte significativa delle competenze mensili. Il processo avrebbe ben potuto
concludersi nella fase preliminare, essendo dirimente la considerazione che nel caso di Cresciullo il figlio Giovanni non è stato mai assunto. Si è trattato – in definitiva – di…un omicidio senza cadavere! L’altra significativa circostanza è che il Cresciullo è un impiegato d’ordine. Non è responsabile del procedimento. Non era, quindi, a norma dell’art. 6 legge 41/90, in grado di gestire l’istruttoria della procedura concorsuale condizionandone gli esiti. Né aveva ricevuto deleghe in tal senso. Mancavano tutti gli elementi strutturali del delitto di abuso d’ufficio.
L’episodio dimostra, ancora una volta, il fallimento della riforma che era stata incentrata sul ruolo
del GIP quale organo responsabile della selezione dei procedimenti meritevoli della fase dibattimentale da quelli che non abbisognano della verifica dibattimentale. Purtroppo i GIP, nella prassi corrente, hanno interpretato la loro funzione come quella di mero smistamento delle cause al dibattimento, sottraendosi agli oneri decisionali. Questo appesantisce fortemente i ruoli e determina ingorghi e lungaggini vanificando la funzione della giustizia penale. Molto dipende anche dagli organi di autogoverno della magistratura che avrebbero dovuto intervenire con incisive direttive affinché la funzione del GIP fosse restituita a quella voluta dal legislatore,
evitando la degenerazione dell’udienza preliminare ad udienza di mero smistamento. Gli imputati, ora assolti, chiederanno la revoca immediata dei trasferimenti subiti che si sono rivelati, alla luce della sentenza pienamente assolutoria, del tutto privi di fondamento ed immeritatamente sanzionatorio.
REDAZIONE OPERA NEWS

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