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Il Senato in terza lettura approva. Voto di scambio politico-mafioso: fino a 15 anni carcere

Con il via libera definitivo, in terza lettura, da parte del Senato, il provvedimento sul voto di scambio politico-mafioso diventa legge. Il testo modifica l’articolo 416 ter del codice penale, e prevede fino a un massimo di 15 anni di carcere per chi si macchia del reato. Il provvedimento, targato 5 stelle e fortemente voluto dai pentastellati, e’ composto di un solo articolo.

– REATO DI VOTO DI SCAMBIO, FINO A 15 ANNI DI CARCERE: “Chiunque accetta, direttamente o a mezzo di intermediari, la promessa di procurare voti da parte di soggetti appartenenti alle associazioni di cui all’articolo 416-bis, o mediante le modalita’ di cui al terzo comma dell’art. 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilita’ o in cambio della disponibilita’ a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione mafiosa e’ punito con la pena stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis”. In sostanza, la nuova formulazione della norma punisce con la reclusione da 10 a 15 anni (stessa pena prevista per l’associazione mafiosa dall’art. 416-bis, primo comma, del codice penale) l’accettazione, diretta o a mezzo di intermediari, della promessa del sostegno elettorale. I voti devono essere procurati da soggetti appartenenti ad associazioni mafiose oppure mediante modalita’ mafiose. Inoltre, estende la punibilita’ anche ai casi in cui la condotta incriminata sia stata realizzata mediante il ricorso ad intermediari.

– PROMESSA DI PROCURARE VOTI: La stessa pena, da 10 a 15 anni di carcere, si applica anche a chi semplicemente promette di procurare voti.

– NON SOLO DENARO, BASTA ANCHE ‘SODDISFARE INTERESSI’: la riforma amplia ulteriormente l’oggetto della controprestazione di chi ottiene la promessa di voti, contemplando non solo il denaro e ogni altra utilita’, ma anche “la disponibilita’ a soddisfare gli interessi o le esigenze della associazione mafiosa”.

– PENE AUMENTATE CON L’ELEZIONE: Se colui che ha accettato la promessa di voti, a seguito dell’accordo, e’ risultato eletto nella relativa consultazione elettorale, si applica la pena prevista dal primo comma dell’articolo 416-bis (da 10 a 15 anni) aumentata della meta’.

– INTERDIZIONE PERPETUA PUBBLICI UFFICI: In caso di condanna consegue sempre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. (agora24)

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