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Il progetto La Dieta Mediterranea on table & tablet ExperienceⒸ vince il contest internazionale Marketplace of Ideas

Il progetto La Dieta Mediterranea on table & tablet Experience© vince il contest internazionale Marketplace of Ideas della conferenza STRD_Sustainable Tourism for Rural Development svoltasi a Bergamo il 14 e 15 febbraio nell’ambito dell’Agri Travel & Slow Travel Expo. Unica best practice selezionata per l’Italia, e in competizione con altri cinque casi pratici prescelti in rappresentanza di Slovenia, Montenegro, Spagna, Ungheria e un network di realtà rurali appartenenti a 8 paesi europei, l’iniziativa è stata presentata dalla project manager Maria Rosaria Nese alla qualificata platea degli speakers che, fra gli altri, vantava la presenza di Klaus Ehrlish segretario generale di EuroGites – Federazione europea del turismo rurale, Mercedes Bresso europarlamentare, presidente dell’Intergruppo del Parlamento europeo sulle zone rurali, montane e remote (RUMRA), José Maria de Juan Alonso fondatore del Koan e membro del direttivo della World Food Travel Association, Tim Fairhurst segretario generale dell’ETOA, European Tourism Association, ente di settore dei tour operator che raggruppa oltre 1000 membri, Kirsten Birke Lund rappresentante della rete LEADER per la Danimarca, Gérard Peltre presidente dell’Associazione internazionale Rurality-Environment-Development (RED), Domenico Mastrogiovanni, rappresen-tante del COPA-Cogeca, Patrick Worms presidente della European Agroforestry Federation e Senior Science Policy Advisor del World Agroforestry Center, la principale istituzione di ricerca al mondo che studia il ruolo degli alberi nei paesaggi agricoli. La Dieta Mediterranea on table & tablet Experience© è un’operazione di messa in rete di sei microrealtà di turismo rurale fra le eccellenze della ristorazione e della ricettività, che ripropone in chiave innovativa e integrata l’offerta delle componenti identitarie della destinazione Cilento, che offre le proprie dimensioni di territorio slow alla fruizione consapevole del viaggiatore attento, sempre più interessato ad esperienze immersive in attività locally-sourced. Il progetto prende le mosse dall’azione di sistema sul cibo e la cultura alimentare mediterranea che la Fondazione Alario sta portando avanti, per sperimentare un modello di sviluppo locale che reinterpreta il Cilento come food value system, sistema territoriale di offerta in cui il cibo diventa la chiave per rileggere e riorganizzare le dimensioni del vivere – culturali, sociali, relazionali, ludiche, turistiche – attraverso la realizzazione di un network di persone, comunità, imprese e istituzioni per un totale di circa 40 strutture ristorative e oltre 80 produttori, che – nel comune denominatore del food – interagiscono, dialogano e abilitano processi di innovazione e co-creazione in cui l’identità si apre a più ampi scenari generativi. Nel Cilento – come in altre aree rurali della Campania – le iniziative di valorizzazione del turismo rurale, dell’agriturismo e dei prodotti agroalimentari locali hanno contribuito a – diffondere una maggiore consapevolezza delle opportunità di sviluppo offerte da un uso sostenibile e integrato delle risorse locali; – recuperare risorse che rischiavano di scomparire (ad es. molte produzioni agroalimentari tradizionali) o di degradarsi (ad es. il paesaggio rurale, gli edifici rurali, i monumenti); – qualificare il territorio attraverso l’introduzione di servizi o infrastrutture per le imprese o per la popolazione; – rafforzare l’identità e il sentimento di appartenenza alla comunità locale, attraverso la creazione di nuovi legami fra gli abitanti e le risorse culturali, ambientali ed economiche dell’area; – ridisegnare i rapporti fra aree urbane e rurali; – rendere maggiormente attrattivo il territorio rispetto ad altre location, grazie alla creazione di una offerta peculiare. Si è partiti dalla considerazione che – di fronte all’incremento della domanda registrato nel corso degli ultimi tempi e alle crescenti attese dei consumatori, sempre più interessati non solo alla fruizione dei servizi in azienda ma al territorio nel suo complesso – fosse necessario costruire una offerta integrata e di qualità capace di rendere maggiormente attrattive e competitive le imprese di turismo rurale e l’intera area del Cilento, nel panorama complessivo dell’offerta turistica regionale. E la strutturazione di un’offerta mirata, che recepisse le tendenze di mercato anche in un’ottica di prodotto turistico innovativo, secondo criteri di segmentazione svincolati dalle logiche tradizionali e finalizzati alla valorizzazione dell’esperienza turistica sul territorio, è divenuta pregiudiziale ad un efficace momento promozionale, che – sempre – rischia di vanificare i suoi effetti – e di diventare addirittura controproducente – nel momento in cui alla sollecitazione e risposta della domanda non corrisponda un’offerta in cui coincidano la qualità attesa e quella percepita. Ne è scaturita un’interessante sperimentazione, a cui le tecnologie informatiche apportano il proprio appeal innovativo (le filiere agroalimentari del territorio vengono raccontate attraverso una accattivante videobrochure che le traghetta dalla tavola-table – al tablet) che – nel fulcro della Dieta Mediterranea, patrimonio Unesco, e delle sue storie di vita e di valori, in quel Cilento che ne è Comunità Emblematica – crea un fil rouge tra turismo esperienziale, lento ed enogastronomico, integrando la proposta di accoglienza delle sei aziende partner e dando vita ad un pacchetto di _150 posti letto #dormi[ci]lento, _un’offerta di cibo e produzioni agroalimentari di altissima qualità che si alimenta della localizzazione nell’area protetta di un Parco Nazionale #mangia[ci]lento, _un ventaglio di attività laboratoriali a forte contenuto relazionale #vivi[ci]lento, da combinare in un tourist experience design a misura di slow traveller, che ben declina a livello territoriale la strategia del 2019, Anno Nazionale del Turismo Lento. 
REDAZIONE OPERA NEWS

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