Il presidente del Consiglio a Vallo della Lucania indica la strada da seguire: basta fuga di cervelli, puntare sulle infrastrutture per lo sviluppo

VALLO DELLA LUCANIA – Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, regala alle comunità salernitane non solo parole di speranza. Ed annuncia che «l’aeroporto di Salerno Pontecagnano va rafforzato perché altrimenti il vostro presidente non sarebbe potuto giungere qui da Milano in tempo utile, potrà essere realizzata la Via del Parco capace di valorizzare questa area naturale protetta. Interverrò con il ministro Franceschini in merito agli scavi di Velia per quanto occorre fare». Soccorso dal premier anche per quanto concerne l’assistenza sanitaria: «Ne parlerò con il ministro Speranza per garantire il diritto alla salute di tutti e ovunque. Senza infrastrutture, nonostante la bellezza di questi luoghi e un senso dell’ospitalità unico, è difficile creare sviluppo e lottare contro la desertificazione del territorio. Sono stato all’ospedale di Vallo della Lucania ed ho visto la realtà». Quindi, senza indulgere nello shopping di buone azioni, ha così rassicurato in materia di incentivi: «Capisco che la richiesta della Zes per l’area del Parco nazionale del Cilento, Diano e Alburni va attenzionata per favorire investimenti necessari».
La spinta per il rilancio. Insomma per Salerno e la sua provincia non è stata la giornata della cuccagna. Ma nemmeno quella della rassegnazione: «Il Sud non è destinato al declino. Dobbiamo operare con impegno e determinazione per definire un piano di rilancio. Senza abbatterci», le parole di Conte a uno studente universitario di Tortorella, il più piccolo comune della provincia, il primo ad accoglierlo a Vallo della Lucania non appena sceso dall’auto. Poi il premier, davanti ai 100 sindaci del territorio, ha dettato una terapia. Ancora in cerca di risorse, come lui stesso ha ammesso: «Dobbiamo sbloccare 63 miliardi, occorre accelerare e velocizzare gli interventi. Abbiamo già introdotto delle misure specifiche per il Sud nella Finanziaria». Ma il premier non intende temporeggiare: «Abbiamo fretta, abbiamo fretta. Se riparte il Sud, riparte l’Italia intera. L’ho già detto e non è uno slogan, ma una radicata convinzione. Con questo spirito ci organizziamo a realizzare l’agenda di Governo. Non a caso la migliore stagione dell’Italia c’è stata quando il gap tra Nord e Sud venne abbattuto grazie a uomini e donne straordinari, tessitori dell’interesse nazionale. Occorre riprendere quella stessa vocazione». (LA CITTA)

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