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Identità di Popolo: Salerno riparta dall’urban green per riscoprire le proprie risorse

A partire dalle ultime settimane sembra essersi fatto largo un gran vociferare di verde pubblico, green economy e altri buoni propositi per il nuovo anno. Identità di Popolo Salerno intende fare chiarezza a riguardo: per quanto possa averci provato la città di Salerno ha, indubbiamente, fallito. “Molte città italiane- afferma il portavoce di IP Andrea Antonio Sabatino- provano a fare progressi nel mondo dell’urban green mentre Salerno rimane indietro. Il Comune di Salerno sembra aver abbandonato completamente il progetto di una città più verde e sostenibile, basti pensare alle varie stazioni di biciclette elettriche, inutilizzate, che versano in condizioni pessime, rappresentando il simbolo di una politica totalmente scollata dalla realtà. Soldi pubblici investiti in progetti nati già zoppicanti e che non sono mai riusciti ad imparare a camminare autonomamente. Da Palazzo di città si continua nella politica della propaganda e degli annunci, intanto i soldi pubblici, i nostri soldi, versati per pagare le tasse più alte d’Italia, vengono sperperati in mille rivoli che non diventeranno mai fiume di cambiamento. Così mentre il mondo cambia a Salerno sono ancora pochissime le stazioni per consentire di caricare le auto elettriche”.

“Il maltempo poi- prosegue Sabatino- deve essere profondamente antideluchiano, infatti non risparmia danni e disagi oramai all’ordine del giorno ogni qual volta si alza un po’ di vento tra le fronde degli alberi cittadini. E nella totale assenza di un progetto coerente, chiaro e perseguibile, in questa città, su questo tema come su altri, si continua a rincorrere il mito dell’espansione cementizia, per far mangiare gli amici mentre ai salernitani non resta che aspettare la chiamata nelle varie società partecipate”.

“IP- conclude Sabatino- ha una visione sistemica della città, innovatrice e tradizionalista, che inserisca Salerno nel solco delle economie virtuose che si fondano sullo sfruttamento sostenibile delle proprie risorse ambientali, paesaggistiche, storiche e architettoniche, per restituirle autonomia, indipendenza, lustro e valore, smarcati dalle logiche clientelari e dalla palude di amicizie e affiliazioni che ci tiene ancorati ad un passato tutt’altro che glorioso”.

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