Giustizia, il referendum corre: affluenza record al 46,1%. Analisti: “Si punta al 65%”
Superato nettamente il dato del 2020. Il Centro-Nord traina la partecipazione: oggi alle 15 la chiusura delle urne per il verdetto sulla separazione delle carriere.
ROMA – L’attesa era alta, ma i numeri del primo giorno di voto superano le previsioni della vigilia. Alle 23 di domenica, alla chiusura della prima giornata di consultazioni per il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere, l’affluenza nazionale si è attestata al 46,1%. Un dato che stacca di quasi sette punti percentuali il precedente referendum costituzionale del 2020 (quando alla stessa ora si fermò al 39,4%) e che suggerisce una mobilitazione massiccia dell’elettorato.
La spinta del Centro-Nord
Il Paese si è presentato alle urne con ritmi diversi, ma con una costante: la forte accelerazione nelle regioni del Centro-Nord. È qui che si registra il cuore della mobilitazione, con punte che lasciano presagire un esito finale molto lontano dal disinteresse temuto da alcuni osservatori nelle settimane scorse. La complessità del tema tecnico — la distinzione dei ruoli tra magistratura inquirente e giudicante — non sembra aver scoraggiato i cittadini, che stanno rispondendo con una partecipazione “da elezioni politiche”.
Le proiezioni: verso il 60-65%
Con le urne riaperte questa mattina dalle 7 alle 15, gli analisti si interrogano su quale sarà l’asticella finale. Secondo Lorenzo Pregliasco (YouTrend), il trend attuale potrebbe portare il dato definitivo a livelli vicini a quelli delle ultime politiche, dunque oltre la soglia del 60%. Sulla stessa linea le stime di Youdata, che prevedono una forbice compresa tra il 60 e il 65%. Più cauto lo Studio Garrone, che pur confermando il successo della mobilitazione, ipotizza una chiusura più contenuta tra il 52 e il 57%.
Il peso politico del voto
Trattandosi di un referendum costituzionale, non è necessario il raggiungimento del quorum (la metà più uno degli aventi diritto) affinché la consultazione sia valida. Tuttavia, un’affluenza che dovesse confermarsi sopra il 60% rappresenterebbe un segnale politico dirompente, blindando l’eventuale vittoria del “Sì” o del “No” con una legittimazione popolare raramente vista in consultazioni su temi così specifici.
Lo spoglio inizierà immediatamente dopo la chiusura dei seggi alle ore 15. I primi dati reali sull’esito sono attesi nel tardo pomeriggio.