Fondazione Grande Lucania: “De Matteis, il Tesoro ritrovato” a cura di Don Gianni Citro e Francesco Castiello

Il 26 febbraio nasce la Fondazione Grande Lucania Onlus, creatura del socio unico “Banca del Cilento, di Sassano e Vallo di Diano e della Lucania”, senza fini di lucro, è volta alla promozione culturale, sociale ed economica delle comunità Cilentane, Lucane e Calabresi.

Essa è il braccio culturale e sociale della Banca, con finalità assistenziali, di ricerca e culturali nell’ampio territorio di competenza dell’Istituto di Credito Cooperativo.

Il nome “Grande Lucania” rispecchia l’aggregato socio-politico e culturale dell’antica Lucania, comprendente l’attuale Basilicata, ma anche l’area meridionale della Campania e quella settentrionale della Calabria. L’obiettivo primario che la Fondazione persegue è, pertanto, quello di favorire il progresso dei territori e delle popolazioni che in essi vivono, nel senso più ampio del termine. La sfida competitiva che oggi investe, anche in modo concorrenziale, i territori potrà essere combattuta e vinta solo con la consapevole partecipazione delle popolazioni locali opportunamente stimolate ed assistite da Enti ed iniziative che fanno proprie le istanze e le valorizzano in modo concreto ed appropriato. Il progetto “De Matteis – Il Tesoro Ritrovato” nasce dalla voglia e dalla necessità di intraprendere un percorso di valorizzazione e promozione culturale del territorio di appartenenza utilizzando quale mezzo di comunicazione l’arte e la cultura in generale. La Fondazione Grande Lucania Onlus, rappresenta per un territorio così “penalizzato”, un barlume di speranza, una possibilità di crescita per i tanti giovani e meno giovani che hanno deciso di investire i propri risparmi e la propria professionalità, in questa terra. Moltissime le attività imprenditoriali che negli ultimi anni hanno ricevuto supporto e sostegno sia dalla Fondazione stessa che dalla Banca del Cilento, di Sassano e Vallo di Diano e della Lucania, contribuendo concretamente alla crescita economica locale.

“De Matteis – Il Tesoro Ritrovato” quindi cercherà di abbracciare le diverse fasce di utenza e di intercettare flussi turistici internazionali altrimenti trascurati attraverso la realizzazione di tre momenti separati uniti da un leitmotiv comune: la promozione della cultura. Il primo evento rientrante all’interno di “De Matteis – Il Tesoro Ritrovato”, si svolgerà a Vallo della Lucania il prossimo 16 ottobre   dal titolo ” De Matteis ritrovato. Una vita tra Mito e Sacro che “si configura come una rassegna antologica di dipinti accuratamente selezionati da varie collezioni, pubbliche e private, che raccontano l’intensa attività del pittore a cavallo tra sei e settecento in molte regioni d’Europa. La mostra, che ridefinisce il profilo elevatissimo di un protagonista assai significativo del tardo Barocco e consegnerà alla ricerca nuovi e preziosi elementi di indagine, e seguirà un criterio espositivo di ordine cronologico, per consentire una lettura chiara della interessante evoluzione artistica, sia nel figurativo che nella gamma cromatica, del pittore stesso. Sulla traccia della produzione in asse temporale, sarà evidenziata l’incessante tensione che segna la pittura di De Matteis, tra il tema potentemente allegorico del Mito e la consistenza mistica dei soggetti religiosi che accompagnerà sempre la sua attività.

L’intento quindi è quello di esaltare la cultura attraverso la rievocazione e reinterpretazione di grandi opere del passato il tutto legato da un leitmotiv “De Matteis” pittore dalle origini cilentane.

La cultura pittorica dell’Italia meridionale tra il Seicento e il Settecento ebbe diversi protagonisti  tra questi, un artista che dal natio Cilento, a sud di Salerno, arrivò a vette altissime della pittura europea.

Si tratta di quel Paolo de Matteis, che si firmava “Paolus de Matheis” (Piano Vetrale, 1662 – Napoli, 1728), che seppe inserirsi tra la pittura di Luca Giordano e Francesco Solimena con una forte personalità. Fu coetaneo di Giacomo Colombo (Este, 1663 – Napoli, 1731) la cui scultura in legno policromato possiamo dire che quasi procedeva in parallelo con la cultura pittorica di de Matteis. La storia della critica d’arte ha inquadrato meglio, negli ultimi decenni, la figura e l’opera di questo maestro cilentano, evidenziandone modi pittorici e iconografie, dipinti di natura sacra, cristiana, improntati dallo spirito del Concilio di Trento, e dipinti di natura classica, letteraria e mitologica, come hanno messo in rilievo soprattutto gli studi di Mario Alberto Pavone e Valentina Lotoro. Diverse mostre monografiche dedicate a de Matteis si sono susseguite nel tempo, a testimonianza del valore di questo pittore che fu anche a Parigi, sotto la protezione di Luigi XIV, tra il 1703 e il 1705 e prima ancora a Roma, intorno al 1682, dove fu introdotto negli ambienti della prestigiosa Accademia di San Luca ed entrò in contatto con la pittura romana del tempo. Per la marchesa di Laurenzana,

Aurora Sanseverino, il pittore realizzò una splendida “Natività” (1712)

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