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Ferito dal cinghiale, il Parco del Cilento-Diano e Alburni costretto al risarcimento di 5.300 euro

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni è stato condannato a risarcire un quarantenne del posto per le ferite riportate dopo essere stato aggredito da un cinghiale mentre era intento a raccogliere dei funghi il località Colle del Pero. La condanna è arrivata al termine del processo che si è svolto davanti al Giudice di Pace di Sala Consilina. Il quarantenne di Sanza è stato rappresentato in giudizio dall’avvocato Antonio Peluso . L’Ente Parco è stato condannato al pagamento di 5300 euro circa parte della quale, 3435 euro, per il risarcimento del danno. I fatti risalgono al 2015, il quarantenne dopo l’aggressione era stato ricoverato all’ospedale di Polla con delle ferite ad una gamba. Alla prognosi iniziale di 10 giorni erano seguiti altri 44 giorni di convalescenza. È la prima sentenza in assoluto in cui viene condannato soltanto il Parco in qualità di gestore e controllore, Parco che ha già provveduto a pagare il risarcimento e le spese legali ma ha comunque anche fatto ricorso in appello. Negli ultimi mesi sono stati diversi i casi di ungulati avvistati nei centri abitati del Vallo di Diano e l’ultimo caso è di pochi giorni fa, quando una persona che vive nei pressi del cimitero di Sala Consilina, mentre era in auto si è imbattuta in un gruppo di cinghiali che si stava spostando ancora più a valle. Il Parco da diverso tempo è impegnato a risolvere il problema. «L’attività dei selecontrollori – ha spiegato il presidente, Tommaso Pellegrino – stanno dando i primi risultati e sono anche significativi, inoltre se ci vengono segnalate presenze di cinghiali subito allertiamo le squadre di selecontrollori della zona . Nel prossimo mese inoltre avvieremo in via sperimentale i primi centri di cattura». I cinghiali abbattuti potranno finire anche sulle tavole grazie ad un’altra iniziativa messa in atto dal Parco. «Abbiamo chiuso un avviso pubblico da poco spiega Pellegrino – ed ora stiamo provvedendo agli adempimenti burocratici per avviare nelle prossime settimane anche la commercializzazione delle carni dei cinghiali catturati che saranno vendute con il marchio del Parco dal soggetto selezionato attraverso l’avviso pubblico. Questo è un sinonimo di qualità e sicurezza perché la carne prima di poter essere commercializzata sarà sottoposta ad una serie di controlli capillari da parte dei veterinari della Asl». (Erminio Cioffi – La Citta)

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