Elezioni Regionali 2020. Antonietta Coraggio (Forza Italia): “Il nuovo Consiglio scriva leggi più chiare e semplici”

“Il nostro è, sicuramente, un federalismo particolare in cui le Regioni hanno assunto un ruolo centrale nel presidio di funzioni fondamentali, si pensi ad agricoltura, governo del territorio, attività produttive, coordinamento della finanza pubblica, protezione civile, sicurezza del lavoro, istruzione, tutela della salute, grandi reti di trasporto, e soprattutto valorizzazione dei beni ambientali e culturali, rivestendo una posizione di equiordinazione con gli altri enti di cui si compone la Repubblica (Stato, Province e Città metropolitane).
Ed allora ritengo che sia dovere primario di ogni consigliere regionale, a prescindere dalla casacca di appartenenza, onorare il mandato ricevuto, svolgendo al meglio il suo compito nell’Assemblea regionale.”

Lo scrive la candidata cilentana  al consiglio regionale per Forza Italia con Caldoro Presidente Antonietta Coraggio. 
La qualità della regolazione, difatti, a mio parere, negli ultimi anni, ne ha risentito molto, con la produzione di testi normativi poco chiari a dispetto dello Statuto regionale, frutto di scarsa considerazione delle realtà su cui le norme incidono. Basterebbe citare, da ultimo, il tema della decadenza dei Piani regolatori comunali con il caotico susseguirsi di disposizioni di proroga. In disparte il problema del rispetto delle sfere di competenza, sia che mi ponga dalla parte dell’operatore, prima, che da quella del politico, poi, nel tentare di comprenderne la ratio mi rendo conto che, oggi, normare un settore non è impresa facile, ma neppure può essere lasciata all’improvvisazione o all’impreparazione.
Ritorna, dunque, prepotentemente in auge il problema della chiarezza e semplicità delle regole, che non vuol dire superficialità, ma capacità di utilizzare un linguaggio specialistico, come quello tecnico-giuridico, in modo da avvicinare le istituzioni alla gente comune e dare concretezza alle parole, quale base di una chiarezza morale prima ancora che normativa.
Non minor peso assume la capacità decisionale del consigliere regionale, senza tentennamenti o meri calcoli opportunistici, chi si onora di sedere in quel consesso non può che lottare con fermezza per affermare gli ideali di giustizia ed onestà per i quali, da sempre, mi batto.
Le leggi si producono per dare risposte alle esigenze di quanti vivono su un territorio che riguardino la mobilità urbana con il potenziamento delle linee di trasporto, o il tema del lavoro creando occasioni per uno sviluppo sostenibile.
Nuove regole per il turismo, vera risorsa di questa regione, e nuove regole più chiare per coloro che intendono avviare attività produttive sul territorio regionale, in modo da attrarre, in una sana competizione tra regioni, capitali puliti e imprenditori seri che abbiano voglia di investire risorse, accettando la sfida del cambiamento.
Le norme sono il fondamento del vivere civile e devono essere il portato di politiche regionali con un’ampia visione piuttosto che il risultato di asfittiche visioni che si traducono nell’iper-regolazione di alcune materie senza per questo ottenere i risultati sperati.
Le leggi sulla montagna e le comunità montane, quelle sui domini collettivi, tanto per fare un esempio, richiedono una revisione completa nella logica del recupero di una valorizzazione mancata, consentendo a tutti coloro che di questo patrimonio sono depositari ( lavoratori forestali, amministratori, cittadini) di essere protagonisti di una nuova pagina amministrativa. Le regole, infatti, nel recepire le istanze di tutti gli attori sociali possono essere il punto di partenza per ricostruire un tessuto sociale fortemente lacerato, a condizione, però, che siano chiare, trasparenti ed equilibrate.

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